Aiutiamo i senzatetto espropriando i beni della Chiesa. L’idea (giacobina) del ministro francese

Cécile Duflot, ministro dell’Uguaglianza dei territori e della casa, ha imposto alla Chiesa di mettere a disposizione i suoi locali «semi-vuoti» per i clochard: «Spero che non ci sia bisogno di far prova d’autorità».

Sembra di essere tornati ai tempi della Rivoluzione francese, quando nel 1791 i giacobini decisero di espropriare i beni della Chiesa per ripianare i debiti dello Stato. Ma non è così. In Francia, cattolici e non, comuni cittadini e politici si chiedono come mai il governo del socialista Francois Hollande abbia velatamente minacciato l’arcidiocesi di Parigi di espropriare i suoi edifici. Lunedì scorso Cécile Duflot, ministro dell’Uguaglianza dei territori e della casa, ha dichiarato al Le Parisien a riguardo della soluzione del problema clochard in vista dell’inverno: «La Chiesa fa parte delle persone morali, in tutti i sensi. Spero che non ci sia bisogno di far prova d’autorità. Non comprenderei se non condividesse i nostri obiettivi di solidarietà». Dunque la Chiesa deve mettere a disposizione i suoi non meglio precisati «locali semi-vuoti» per accogliere i poveri, altrimenti…

LA RISPOSTA DELLA CHIESA. Il Le Figaro ieri scriveva nel suo editoriale: «È un insulto che si aggiunge agli attacchi che questo ministro proferisce contro un’istituzione che la disturba nella sua lotta per le nozze omosessuali. È irresponsabile. Francois Hollande farebbe bene a far attenzione all’educazione dei suoi ministri». Aldilà delle accuse politiche, l’uscita del ministro proprio non si capisce: la Chiesa cattolica francese infatti si è storicamente sempre impegnata proprio per dare riparo ai senzatetto e aiutare i clochard. L’arcidiocesi di Parigi, infatti, ha risposto con un comunicato affermando che «la Chiesa non ha atteso le minacce di requisizioni agitate dal ministro Duflot per prendere delle iniziative».

IL MINISTRO GIACOBINO. Qualcuno fa anche notare che il 14 novembre scorso, quando Caritas Francia ha presentato la sua azione contro l’esclusione invernale, il ministro Duflot era stata invitata ma non si era presentata. Inoltre, il principale quotidiano economico nazionale, Les Echos, ha ricordato che la Chiesa è «di gran lunga l’istituzione più impegnata al servizio dei senza dimora, anche sotto il profilo della mesa a disposizione di locali e alloggi». La stessa cosa ha confermato la prefettura di Parigi. I numeri dicono la stessa cosa: il “piano inverno” dell’arcidiocesi di Parigi coinvolge 26 parrocchie, che in diversi modi ospitano in modo permanente 120 clochard con l’aiuto di 1300 volontari. Non solo: Caritas Francia in inverno si occupa dei senzatetto con 62 mila volontari e 15 mila famiglie povere hanno trovato un tetto solo grazie ai progetti della ong cattolica “Humanisme et habitat”. Il ministro Duflot, insomma, ha scelto il momento sbagliato per parlare. Diciamo che è in ritardo di circa 220 anni.