Il “Pane in attesa” arriva a Milano

Comprare un panino in più per regalarlo a chi ne ha bisogno. Per iniziativa di un consigliere di zona e con la collaborazione dei panificatori, l’idea arriva nel capoluogo lombardo

pane in attesa2Chi ne ha bisogno? La prima fortunata iniziativa di “Pane in attesa” è cominciata qualche mese fa a Treviso (a destra vedete la locandina), con grande adesione dei panificatori della città e dei cittadini, che si sono recati dal proprio panettiere di fiducia, acquistando qualcosa in più rispetto alla razione familiare giornaliera. Silvia Sardone, milanese e consigliera di Zona 2 per Forza Italia, guardando la situazione del suo quartiere, ha pensato di proporre una cosa simile anche nella sua città. «Milano è divisa in zone, ognuna ha la sua propria fotografia sociale. La Zona 2 è piuttosto periferica, ha dei confini molto ampi. Va da viale Monza a viale Zara, comprende il quartiere Greco e Gorla, c’è un’alta percentuale di persone bisognose, italiane e straniere. C’è anche la presenza, in viale Monza, di Pane quotidiano, l’organizzazione che distribuisce pasti base a chi ne ha bisogno. Il numero di persone in fila è sempre più numeroso ogni giorno, quindi ho pensato, innanzi tutto da residente, che servisse un’altra iniziativa che fosse utile. Così qualche mese fa ho proposto il “Pane in attesa”».

DALLE LAMENTELE ALLE IDEE. L’idea di Sardone è finita nel flusso delle tantissime cose che ogni Consiglio di Zona deve approvare, ma finalmente, ai primi giorni di maggio, gli altri consiglieri hanno accolto favorevolmente l’iniziativa. «Ora la parola passa al Comune, che dovrà occuparsi di realizzare locandine, o segnalare i panettieri che decideranno di aderire l’iniziativa. Quello che ci ha fatto piacere è stato lo slancio immediato dei panificatori milanesi». Poco dopo, infatti, l’Associazione Panificatori Milanesi si è detta entusiasta di partecipare, proponendo anche qualcosa in più: «Mi hanno detto che avrebbero proposto ai loro associati di devolvere l’invenduto giornaliero a chi si sarebbe recato nel punto vendita a richiederlo. È sorto così un doppio scambio di solidarietà. Sia quello dei cittadini, che potranno comprare un panino per gli altri, sia quello dei produttori, decisi a regalare ciò da cui non potrebbero più guadagnare».

MEGLIO PER TUTTI. Buttare senza preoccuparsi di recuperare è sempre più considerato un peccato, vista la situazione di molte famiglie milanesi: «Ho sentito la voce di molti residenti arrabbiati per le lunghe file di fronte al Pane quotidiano di viale Monza, perché molto spesso le persone in coda sono così numerose che si creano spiacevoli situazioni di bivacco. In questo modo ci saranno meno lamentele, e più sforzi utili per tutti. Spero che anche gli altri Consigli di Zona seguano la nostra idea».