Pakistan, Asia Bibi. Oggi l’udienza finale del processo: «Sono certo, verrà liberata»

Si è aperta alle 10 (ora italiana) l’ultima fase del processo della cattolica perseguitata per aver bevuto un bicchiere d’acqua. Si trova in carcere dal giugno 2009. Il resoconto dell’udienza. Parlano l’avvocato e il benefattore

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Aggiornamento 13:15: I giudici si sono ritirati in camera di consiglio per decidere del caso di Asia Bibi, dopo aver ascoltato la difesa di Saiful Malook, avvocato della donna, e l’accusa del pubblico ministero. Il verdetto potrebbe essere emesso già oggi, mentre per le motivazioni è probabile che bisognerà attendere ancora. Ma i giudici non si sono pronunciati su quando verrà emesso il verdetto.

Durante l’udienza Malook ha ricordato ai giudici che il principale accusatore di Asia Bibi, un imam del villaggio di Katanwala, non era presente durante il litigio tra la madre di cinque figli e le sue compagne musulmane. «Quindi nessun linguaggio blasfemo è stato pronunciato davanti al testimone?», ha chiesto alla fine uno dei giudici, Asif Saeed Khosa. Malook ha aggiunto che i resoconti delle due donne che hanno discusso con Asia, Asma e Isma, si contraddicono. 

Poiché le prove sono fallaci, ha concluso l’avvocato di Asia Bibi, la donna non può essere condannato in base alla sezione 295-C del codice penale, quella che prevede la pena di morte per i colpevoli di blasfemia. Infine, ha dichiarato che probabilmente l’imam «è manovrato da qualcun altro». Mentre i cristiani pregano per Asia Bibi, gli estremisti islamici continuano a chiedere che la donna venga «impiccata o crocifissa subito».

Oggi è il giorno tanto atteso, il giorno decisivo, quello dove verrà stabilito se Asia Bibi verrà finalmente liberata o sarà impiccata in Pakistan. «Stamattina alle 10 (ora italiana) si apre presso la Corte Suprema l’udienza finale del processo», conferma a tempi.it l’avvocato della cattolica, il musulmano Saiful Malook.

«SONO CERTO: VERRÀ RILASCIATA»

Ci sarà una sola udienza, al termine della quale verrà emesso il verdetto, che potrebbe essere pubblicato tra due o tre giorni. «Sono certo che verrà rilasciata e che sarà libera nel giro di una settimana», dichiara a tempi.it Joseph Nadeem, direttore esecutivo della Renaissance Education Foundation. Asia Bibi è in carcere da quasi dieci anni e l’uomo, oltre ad aver pagato le spese processuali, si è preso cura per tutto questo tempo della famiglia della donna, composta dal marito e da cinque figli.

IL PROCESSO

Asia Bibi è stata arrestata il 19 giugno 2009 per false accuse di blasfemia. Dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua durante il faticoso lavoro nei campi, venne accusata dalle compagne musulmane di avere infettato la fonte. Le donne le chiesero di convertirsi all’islam e lei si rifiutò.  Quando la notizia dell’incidente si diffuse, il villaggio insorse, dagli altoparlanti delle moschee i muezzin chiamarono a raccolta i musulmani per punirla e Asia Bibi fu picchiata davanti ai figli. Poi per cinque giorni tutto tacque e la vita ricominciò come prima, fino a quando l’imam del villaggio, che non era presente al diverbio, insieme ad altri accusatori, sporse denuncia per blasfemia.

IL CARCERE

La donna è stata condannata a morte in primo e secondo grado e l’udienza finale del processo si attende da quasi due anni, dal 13 ottobre 2016. Asia Bibi si trova attualmente nel carcere femminile di Multan, in isolamento: è costretta a cucinarsi da sola il cibo per timore che qualcuno cerchi di avvelenarla e le viene concessa un’ora d’aria tre volte al mese.

«NON SI CONVERTIRÀ MAI ALL’ISLAM»

A un recente incontro in Inghilterra con Ashiq Masih, il marito di Asia Bibi, l’uomo ha affermato che «Asia è psicologicamente, fisicamente e spiritualmente forte. È pronta ed è disposta a morire per Cristo, data la sua grande fede. Non si convertirà mai all’islam». Nonostante alcuni abbiano parlato di problemi psicologici e perdite di memoria, Nadeem spiega: «Ho visitato Asia Bibi l’1 ottobre, è in buona salute. L’abbiamo informata dell’udienza e prega perché Dio la faccia rilasciare».

I TRE MAGISTRATI

Il ricorso finale di Asia Bibi sarà giudicato da tre magistrati: lo stesso presidente della Corte Suprema, Mian Saqib Nisar, insieme a Asif Saeed Khosa e Mazhar Alam Khan Miankhel. La presenza del più importante giudice del paese dovrebbe essere garanzia di imparzialità. E anche per questo l’avvocato Malook è fiducioso: «Ci sono molte falle in questo caso. Troppe prove sono state accettate nei gradi precedenti anche se erano dubbie. Verrà scagionata».

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