Orissa: si convertono al cristianesimo, due famiglie costrette dagli estremisti indù a scappare dai villaggi

Folle inferocite in India hanno attaccato le loro case, non accettando la conversione delle famiglie. La polizia non ha fatto nulla

Due famiglie indiane convertite al cristianesimo dall’induismo sono state costrette a scappare dopo le minacce e le ritorsioni subite dagli altri abitanti dei villaggi. È quanto successo a Mohan Soren del villaggio di Dengabahali e Rabi Narayan Marandi del villaggio di Bhalu Tanggaro, entrambi nel distretto di Dhenkanal, in Orissa.

PERSECUZIONE. Come riportato da Fides, dopo la conversione le due famiglie hanno smesso di partecipare ai riti “puja” dei rispettivi villaggi e non hanno più contribuito al tempio. Per questo gli altri abitanti hanno prima emarginato i nuovi cristiani, poi una folla inferocita è entrata in casa di Monah Soren, rubandogli tutto ciò che possedeva e razziando l’abitazione, mentre Rabi Narayan Marandi è stato picchiato. Per questo le famiglie, impaurite, hanno abbandonato le loro case rifugiandosi da alcuni conoscenti nei villaggi vicini. La polizia, informata dei fatti, non ha ritenuto necessario agire in alcun modo.

ORISSA. L’Orissa è tristemente famosa per le persecuzioni dei cristiani dopo che nel 2008 centinaia di fedeli sono stati uccisi, molti bruciati vivi, dagli estremisti indù per la morte del loro leader Laxamananda Saraswati, della quale sono stati accusati appunto i cristiani. Nonostante sia stato più volte dimostrato che le accuse sono false, sette cristiani sono tuttora in prigione.