Obama voleva chiacchierare della «povertà nel mondo», papa Francesco lo ha «incastrato sul suo laicismo»

Come era prevedibile, l’operazione simpatia del presidente Usa verso i cattolici nell’anno delle elezioni mid term è fallita: il Pontefice ha voluto parlare dei suoi attacchi alla libertà religiosa, altro che “sperequazione”

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Obama e papa Francesco? Nello storico incontro di ieri in Vaticano il Pontefice “ha incastrato Obama sul laicismo, altro che sperequazione”. In un articolo che compare sotto questo efficace titolo, Mattia Ferraresi conferma sul Foglio quello che abbiamo anticipato ieri, ovvero che l’operazione “alleanza Usa-Chiesa per la lotta alla povertà”, studiata e annunciata strumentalmente dal presidente degli Stati Uniti per riavvicinare i cattolici nell’anno delle elezioni di metà mandato, è fallita.

ACCORDO MANCATO. «Il comunicato diffuso ieri dalla Sala stampa vaticana dopo l’incontro», spiega Ferraresi, «non contiene riferimenti ai temi su cui Obama e i suoi spin doctor intendevano virare la conversazione: non compaiono la “sperequazione” e la “giustizia sociale”», e neanche «si fa riferimento ai “poveri”». Insomma, non sono mai citate le «parole chiave che Obama aveva affidato a Massimo Gaggi del Corriere in una intervista che doveva servire ad accordare gli strumenti fra la Casa Bianca e il Vaticano in tempi di aperte dissonanze su vita, famiglia e libertà religiosa». Il presidente americano, sottolinea il Foglio, «si aspettava una scampagnata nelle periferie esistenziali» con papa Francesco, «il leader più amato del mondo», ma purtroppo per lui «il suo proposito è stato frustrato».

LA NOTA STONATA. A testimoniare questa delusione è proprio la nota della Sala stampa vaticana, dove si legge quanto segue: «Nel contesto delle relazioni bilaterali e della collaborazione tra la Chiesa e lo Stato ci si è soffermati su questioni di speciale rilevanza per la Chiesa nel Paese, come l’esercizio dei diritti alla libertà religiosa, alla vita e all’obiezione di coscienza nonché il tema della riforma migratoria». Si tratta guarda caso degli stessi temi, uno per uno, che «hanno esacerbato le relazioni tra la Conferenza episcopale americana e la Casa Bianca», osserva il giornalista. Che poi concede: «La “riforma migratoria” è forse il solo punto dell’agenda che al presidente americano non dispiace trattare».

IL NODO DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA. Del resto, come ricorda sempre il Foglio, i cattolici americani vivono la riforma sanitaria di Obama, ribattezzata Obamacare, come un vero e proprio attacco alla libertà religiosa, dal momento che nel suo ambito il governo Usa ha introdotto anche il cosiddetto “contraception mandate”, ovvero l’obbligo di fornire gratuitamente coperture assicurative per contraccettivi e farmaci abortivi. Un obbligo che vige anche per i cristiani, nessuna obiezione di coscienza contemplata, tranne che per i luoghi di culto. «I precetti della Chiesa insomma – commenta Ferraresi – vengono rispettati dallo Stato nella misura in cui la chiesa accetta di rinchiudersi nella dimensione privata e liturgica, di diventare socialmente e politicamente irrilevante». Poteva scivolare via liscia anche questa?

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