Nigeria. Nella capitale di Boko Haram i musulmani non si fidano più dell’islam

A Maiduguri, capitale del Borno dove il gruppo jihadista è nato, le moschee sono meno frequentate e la religione meno seguita: «La gente boicotta la preghiera del venerdì. Non si fida più dei leader islamici»

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Ibrahim Garki si è sempre sentito in una botte di ferro con il suo lavoro. Vendere testi religiosi islamici nel nord, a Maiduguri, la capitale dello stato del Borno dove nacque Boko Haram, è sempre stata una garanzia per l’altissimo numero di fedeli musulmani. Oggi però si lamenta, vende a malapena il Corano e scuote la testa: «La gente non legge più la letteratura islamica».

LA PREDICAZIONE DI YUSUF

Suleiman Aliyu, preside di una scuola islamica privata, è d’accordo. Si ricorda ancora quando attorno al predicatore e fondatore di Boko Haram, Muhammed Yusuf, si radunavano «folle di studenti appassionati». Allora, nel 2009, «la gente prendeva molto sul serio la religione, era molto dogmatica. Ora vedono che quell’approccio ha causato tutti i problemi di oggi. Capiscono che la religione non può essere imposta con la forza».

«ORA C’È DIFFIDENZA»

Boko Haram, nel tentativo di cacciare i cristiani dal nord della Nigeria, imporre la sharia e instaurare un nuovo Califfato ha ucciso più di 30 mila persone, causando due milioni di sfollati, in neanche dieci anni. «Un tempo la gente abbracciava la religione islamica e la praticava ogni giorno», aggiunge l’imprenditore rovinato dai terroristi, Mohammed Yakoub, che ha parlato ad African Arguments. «Ora è più diffidente. Se ti mostri troppo religioso, la gente potrebbe fraintendere».

MOSCHEE BOICOTTATE

«La gente boicotta anche le moschee e la preghiera del venerdì», testimonia un altro residente a Maiduguri, Ibrahim Suleiman. «Non si fidano più dei leader religiosi come prima e temono le bombe. Si iscrivono invece nelle scuole, hanno capito di essere stati ingannati». Lo stesso segretario generale del gruppo che rappresenta i musulmani nigeriani (Jama’atu Nasril Islam), Sheikh Al-Goni Sa’ad Ngamdu, ha detto che ora i predicatori nelle moschee saranno controllati «e dovranno essere registrati perché chi guida il popolo deve solo insegnare la vera religione».

JIHAD SBAGLIATO

Se Boko Haram ha avuto tanto successo in Nigeria è innanzitutto perché Yusuf guidava una protesta civile contro un governo corrotto e da questo punto di vista poco è cambiato. «I giovani cercavano alternative radicali a quello che vedevano», spiega Abdul Zannah, che nel 2009 seguiva il predicatore islamico per poi andarsene quando il gruppo cominciò a imbracciare le armi. «La gente voleva una società più pura, più giusta. Tutti erano arrabbiati con il governo, ecco perché Yusuf era popolare». Quello che è successo ha fatto però perdere fiducia nella religione: «Abbiamo capito che il jihad era sbagliato».

Foto Ansa

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