Nigeria. Boko Haram fa giustiziare un cristiano da un bambino di otto anni

Nel video dell’Iswap si vede il bambino, prima di uccidere Daciya Dalep, universitario di Maiduguri, dichiarare: «Non smetteremo di uccidere i cristiani»

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La fazione di Boko Haram legata allo Stato islamico, l’Iswap, ha diffuso un altro terribile video in Nigeria. Come riporta Site, l’organizzazione che monitora i gruppi jihadisti, nel filmato si vede un bambino di circa otto anni che con una pistola in mano porta a termine l’esecuzione del giovane ostaggio cristiano Daciya Dalep. L’uccisione è avvenuta pochi giorni prima di quella di un altro ostaggio cristiano, Lawan Andimi, il reverendo responsabile della Christian Association of Nigeria (Can) nello Stato di Adamawa.

«NON SMETTEREMO DI UCCIDERE CRISTIANI»

Dalep era un universitario che frequentava il secondo anno della facoltà di Biologia all’università di Maiduguri. Era stato rapito il 9 gennaio dai terroristi islamici mentre percorreva l’autostrada Damaturu-Maiduguri per fare ritorno nella capitale dello Stato di Borno e riprendere le lezioni.

Rita Katz, direttrice di Site, ha rivelato così la notizia dell’uccisione del giovane in un tweet: «Non c’è mai fine all’immoralità dell’Isis. Un bambino di circa 8 anni appare in un video diffuso dall’agenzia Amaq mentre uccide un prigioniero nigeriano cristiano nello Stato di Borno per conto dell’Iswap. Il bambino avverte i cristiani: “Non smetteremo [di uccidervi] fino a quando non ci saremo vendicati di tutto il sangue che è stato versato”».

Il bambino più precisamente ha dichiarato, probabilmente riferendosi alle violenze avvenute a Jos nel 2001 tra cristiani e musulmani:

«Questo è un cristiano proveniente dallo Stato di Plateau. Vogliamo dire a tutti i cristiani che non abbiamo dimenticato quello che avete fatto ai nostri genitori e nonni. I cristiani di tutto il mondo devono sapere che non dimenticheremo le loro atrocità contro di noi, fino a quando non ci saremo vendicati di tutto il sangue versato». Dopo queste dichiarazioni, il bambino da dietro ha sparato prima un colpo in testa a Dalep e poi uno nella schiena.

«È DISUMANO, IL GOVERNO AGISCA»

La notizia è stata subito commentata dal parlamentare Yusuf Gagdi, che rappresenta il collegio elettorale di Pankshin, l’area da cui proveniva il giovane universitario. «Quanto successo è disumano, condanno nei termini più forti possibile questa esecuzione raccapricciante. Sono devastato dalla perdita straziante di questo giovane promettente. Questo episodio mostra a tutti, di nuovo, quale esperienza da incubo rappresenti vivere nel Nordest della Nigeria. Il governo deve raddoppiare i suoi sforzi per sconfiggere questa organizzazione terroristica».

Secondo l’ultimo rapporto sulla persecuzione dei cristiani di Open Doors, la Nigeria si conferma il paese dove muoiono più cristiani al mondo. La minaccia è duplice: se dopo qualche anno di stanca, tra la fine del 2015 e il 2017, le attività terroristiche di Boko Haram erano diminuite, ora gli islamisti sono tornati a compiere violenze quasi ogni giorno. A questa minaccia nel nord del paese si aggiunge quella dei pastori Fulani, che l’anno scorso hanno mietuto più vittime di Boko Haram e che imperversano nella Middle Belt nigeriana, distruggendo villaggi e uccidendo centinaia di agricoltori cristiani.

Circa 120 cristiani si trovano attualmente nelle mani di Boko Haram, tra i quali giovani donne che non hanno voluto abiurare la fede cristiana, come Leah Sharibu e Grace Taku, e i tre seminaristi cattolici di neanche 20 anni recentemente rapiti dal seminario di Kaduna (insieme a un quarto, liberato pochi giorni fa). Di queste persone e del calvario di tutti i cristiani in Nigeria si sa poco o nulla ed è anche per questo che rinnoviamo un appello ai lettori: stiamo organizzando un reportage in Nigeria, vogliamo raccontare la tremenda quotidianità della comunità cristiana nell’indifferenza pressoché totale del mondo. Ma per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Qui trovate tutte le modalità per aderire al Fondo che abbiamo creato per sostenere le iniziative di utilità sociale di Tempi.