Napoli, rifiuti: Ue minaccia l’Italia con multe salate. Chi pagherà?

L’Italia è stata messa in mora dalla Commissione europea per l’ambiente: se entro due mesi il problema dello smaltimento dei rifiuti non subirà una svolta, arriverranno denunce e multe salate. L’Ue consiglia la costruzione di termovalorizzatori, esattamente quello che De Magistris ha promesso in campagna elettorale di non fare. Chi pagherà allora le multe?

 

«E’ passato troppo tempo dal nostro primo avvertimento all’Italia sulla questione rifiuti, nulla è stato fatto, e ora abbiamo bisogno di vedere risultati a breve termine». Le parole pronunciate dal commissario Ue all’ambiente, Janez Potocnik, si riferiscono alla situazione rifiuti di Napoli. Da qualche giorno circolava la voce che l’Italia stava per essere richiamata per lo stato di degrado della città guidata dal sindaco Luigi De Magistris. La Commissione europea ha messo in mora l’Italia e «preme affinché trovi soluzioni efficaci a breve e lungo termine per la gestione dei rifiuti in Campania, regione che su questo fronte è stata al centro di ripetute crisi che destano non poche preoccupazioni in quanto ormai da vari anni stanno mettendo in pericolo la salute umana e l’ambiente».

Risultato: ci sono due mesi di tempo per dimostrare che Napoli può fare fronte all’emergenza rifiuti, altrimenti arriverà il ricorso alla Corte di giustizia Ue insieme a multe molto salate. La Commissione europea prova anche a dare qualche consiglio per smaltire la spazzatura che ancora ricopre le strade di molti quartieri: «Occorre urgentemente fare in modo che quanti più rifiuti possibile siano inviati a smaltimento o recupero in altre Regioni italiane o in altri Paesi; aumentare la capacità delle discariche presenti, realizzarne delle nuove, aggiungere tre termovalorizzatori a quello già esistente di Acerra e incrementare la raccolta differenziata e il riciclo».

Peccato che uno dei punti del programma di De Magistris fosse quello di non costruire termovalorizzatori. C’è da scommettere che la multa arriverà. La vera domanda, allora, diventa: chi pagherà?