Presa Mosul, il califfato islamico dell’Isil va dall’Iraq alla Siria

Una mappa mostra come le terre in mano all’Isil si estendano per 500 chilometri senza soluzione di continuità. Una seconda cartina evidenzia come il pericolo jihadista nel mondo sia ancora più diffuso

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Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) ha conquistato Mosul, la seconda città più grande dell’Iraq. In questo modo è riuscito a prendere possesso di un vastissimo territorio lungo come minimo 500 chilometri, come mostra la cartina soprastante del New York Times, indicando in rosso le città in mano all’Isil e in giallo le presunte tali.
Le terre in mano ai terroristi vanno ora dall’Iraq alla Siria settentrionale senza soluzione di continuità, le frontiere sono abbattute e gli islamisti si avvicinano a realizzare quello Stato che, come indica il loro nome, comprende Iraq, Siria e molti altri territori. Se sono riusciti ad avanzare tanto è anche per colpa di Barack Obama che, come dichiarato dal politico Ian Bremmer al Corriere della Sera, «è particolarmente riluttante e incapace di impegnarsi» in un’azione di contrasto.

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Ma l’Isil è solo l’ultimo prodotto dello jihadismo mondiale. Come mostra questa cartina realizzata da Rodolfo Casadei per Tempi, esiste un’internazionale jihadista che opera in aree sempre più grandi del globo per instaurare il califfato universale. Non parliamo solo di Al Qaeda, ma anche dei suoi affiliati diretti come Aqmi (che opera in Algeria, Marocco, Libia, Ciad, Mauritania, Niger, Mali e Nigeria), Al Shabaab (Somalia, Kenya, Yemen), Jihad islamico egiziano (Egitto e Afghanistan), Jabhat Al Nusra (Siria) e Al Qaeda nella Penisola arabica (Arabia Saudita e Yemen).

La galassia islamista è però molto ampia di questi gruppi ed è formata da milizie jihadiste che, pur non affiliati direttamente ad Al Qaeda, combattono la guerra santa per gli stessi ideali. Si tratta di Al Murabitum (Algeria, Mali, Niger, Mauritania, Libia, Egitto), Ansar Dine (Mali), Boko Haram (Nigeria), Majles Shoura Al Mujahideen (Gaza), Fatah Al Islam (Libano, Siria), Emirato del Caucaso (Russia), Talebani (Afghanistan, Pakistan), Movimento islamico dell’Uzbekistan (Pakistan, Cina), Unione del jihad islamico (Pakistan), Lashkar e Taiba (Pakistan, India), Jaish e Mohammed (Pakistan, India), Jemaah Islamiyah (Indonesia, Malaysia) e Abu Sayyaf (Filippine).

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