La stangata per le auto elettriche sta arrivando

Di Leone Grotti
13 Agosto 2026
Il Regno Unito tasserà i veicoli green a partire dal 2028, la Francia ci sta pensando, mentre molti paesi già lo fanno. I mancati incassi in accise vanno coperti
Un'auto elettrica viene ricaricata a una colonnina a Berlino, in Germania
Un'auto elettrica viene ricaricata a una colonnina a Berlino, in Germania (foto Ansa)

A partire dall’1 aprile 2028 anche i proprietari di auto elettriche nel Regno Unito saranno tassati. Come stabilito l’anno scorso dal governo britannico, dovranno pagare 2,2 centesimi di euro per ogni chilometro percorso in base a una dichiarazione da rendere alla fine di ogni anno. La misura dovrebbe portare nelle casse dello Stato inglese 1,3 miliardi di euro nel 2028, 1,7 miliardi nel 2029 e 2,2 miliardi nel 2030.

Le auto elettriche fanno malissimo ai conti pubblici

Londra segue così l’esempio di paesi come Nuova Zelanda e Islanda, dove la tassa è già presente, e di Stati americani come Oregon, Utah e Hawaii. Anche Svizzera e Australia stanno pensando di adottare una misura simile e pure la Francia potrebbe essere pronta a tassare le auto elettriche, che faranno anche bene all’ambiente ma malissimo ai conti pubblici.

Secondo uno studio del ministero delle Finanze francese, ad esempio, «l’elettrificazione del parco veicoli gioca un ruolo importante nell’erosione delle entrate fiscali». Chi si affida all’elettrico, infatti, diserta la pompa di benzina e secondo il Tesoro francese il costo delle mancate entrate in accise salirà a 13 miliardi nel 2030 e a 30 miliardi nel 2050.

Tasse su elettricità, peso e ingombro

Nessuno può illudersi che gli Stati faranno a meno di questi fondi senza battere ciglio. Sempre in Francia, la Corte dei conti a giugno 2026 ha proposto di aumentare il costo dell’energia elettrica destinata a ricaricare le auto elettriche. Ma di non farlo subito, «per evitare che rallenti l’elettrificazione del parco automobili».

Un’alternativa potrebbe essere tassare le auto in base all’ingombro o al peso, così da non risparmiare neanche i veicoli più green, che in media pesano dal 10% al 30% in più dei concorrenti a benzina o diesel.

Addio esenzioni (ma non in Italia)

Ci sono poi paesi che – oltre alle soluzioni già citate – vogliono reintrodurre il pagamento dell’Iva al 25% (Norvegia) sull’acquisto di auto elettriche, del bollo, della tassa di registrazione e proprietà (Danimarca e Olanda).

In Italia per ora il parco di auto elettriche è limitato e dunque non si parla di nuovi balzelli, ma nel 2024 il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, aveva parlato della possibilità di tassare diversamente l’elettricità se usata per ricaricare la batteria degli autoveicoli. Attualmente, resta l’esenzione dal pagamento del bollo per cinque anni.

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Salvare il pianeta non vale un buco di bilancio

Gli Stati europei sono già tentati di eliminare esenzioni e incentivi anche se questi non sono bastati finora a far percepire alle famiglie europee l’alto costo delle auto elettriche come accettabile.

La Commissione europea vorrebbe in ogni caso continuare a spingere l’elettrificazione del parco auto a suon di imposizioni, richiedendo che le auto acquistate da aziende con oltre 250 dipendenti siano elettriche. Le quote dovrebbero variare da paese a paese.

Una coalizione di nove Stati membri, tra i quali l’Italia, si è opposta alla nuova legge sostenendo che non c’è motivo di aggiungere sulle spalle delle aziende ulteriori obblighi e pesi. Salvare il pianeta non vale un buco di bilancio, né per il pubblico né per il privato.

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