«Ai giovani diciamo: idee e coraggio. La Lombardia vi supporta»
Assessore Guidesi, nei giorni scorsi ha presentato “Generazione impresa”, un percorso per valorizzare e far crescere la cultura d’impresa tra i più giovani. Può spiegarci cos’è e qual è il suo scopo?
Anche attraverso momenti come “generazione impresa” cerchiamo di diffondere il più possibile la cultura d’impresa alle nuove generazioni.
La continuità del primato economico lombardo dipende da tanti fattori ma la creazione di una nuova generazione di imprenditori è forse quello più decisivo. Ai giovani diciamo “provateci, la regione è al vostro fianco e la Lombardia è la casa delle idee che diventano sfide vinte”.
Lei ha sempre descritto i lombardi come un “popolo del fare”. In effetti, nella nostra regione la cultura del lavoro è sempre stata considerata un valore, non solo personale ma anche sociale. Vede questa consapevolezza anche tra i più giovani?
Saranno i fatti a dimostrarlo, io credo di sì, i giovani sono come tutte le nuove generazioni pregiudicate dalle precedenti generazioni, ma spetta a noi metterli nelle condizioni di poter fare, spetta a noi fargli conoscere le opportunità. E dobbiamo farlo attraverso i loro metodi di coinvolgimento.
Generazione impresa nasce per questo: testimonial giovani che già sono riusciti, la regione che supporta con strumenti e accompagnamento e la Lombardia come ambiente ideale per fare impresa. Idee e coraggio. Noi continueremo a coinvolgere i giovani in tutto ciò che stiamo facendo e che faremo.
La Lombardia è ricca non solo di piccole e medie imprese, ma anche di associazioni – religiose, sportive e del terzo settore – che ogni giorno trasmettono ai giovani valori come responsabilità, impegno e solidarietà. In che modo queste realtà possono contribuire a diffondere quella “cultura d’impresa” di cui parlavamo prima?
Fondamentale, la diffusione della cultura d’impresa ha come base la responsabilità e la formazione per cui l’educazione. Ma la salvaguardia di oratori e associazioni sportive non è fondamentale solo per la cultura d’impresa ma per il futuro della nostra società. L’aumento dei casi di disagio giovanile che poi sfociano in casi di cronaca oramai quotidiani coincide con la limitazione di quello spazio di operatività di oratori e associazioni sportive che stanno perdendo capillarità. Lo spazio temporale offerto da queste realtà è fondamentale per la copertura di tutta la giornata per i ragazzi e per la loro educazione. I valori cristiani e i valori sportivi sono imprescindibili per le nostre comunità e per il protagonismo positivo dei più giovani nel passaggio generazionale. Dobbiamo essere tutti profondamente impegnati affinché oratori e associazioni sportive continuino ad essere una ordinaria quotidianità in tutti i comuni. In alternativa la filiera dell’istruzione, dopo essere stata riformata e resa contemporanea, dovrà occupare gli spazi lasciati vuoti da questi enti offrendo quella parte educativa che rischia di mancare in futuro.
Difendere e sostenere il ruolo di oratori e mondo sportivo è condizione imprescindibile per un futuro rispettoso e civile nelle nostre comunità.
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