Marawi. «Ora anche le donne e i bambini ci sparano contro»

È cominciata la battaglia finale per liberare la città delle Filippine dal controllo dell’Isis. A corto di uomini, i jihadisti usano donne e bambini. Sono oltre 50 i cristiani presi in ostaggio

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È cominciata nelle Filippine la battaglia finale per strappare Marawi allo Stato islamico. Dopo oltre 100 giorni di combattimenti e più di 800 morti, soprattutto estremisti, ai jihadisti affiliati all’Isis è rimasto in mano un solo quartiere e secondo l’esercito potrebbe cadere definitivamente nel giro di tre settimane. Asserragliati tra gli edifici, con in mano ancora decine di ostaggi, non ci sono solo i terroristi ma anche «donne e bambini che hanno cominciato a spararci. Ci aspettiamo una battaglia ancora più intensa e sanguinosa», spiega all’agenzia Reuters il generale Carlito Galvez.

SACERDOTE ANCORA OSTAGGIO. Secondo stime dell’esercito, i jihadisti detengono ancora 56 ostaggi cristiani, per lo più donne, e 80 residenti. Molti di questi ultimi sarebbero stati costretti a prendere le armi per non essere giustiziati. Tra i cristiani, invece, c’è anche padre Teresito “Chito” Suganob, che secondo le testimonianze degli ultimi ostaggi riusciti a scappare, pur avendone l’occasione non è voluto fuggire per rimanere al fianco degli altri rapiti.

CRISTIANI SALVATI DAI MUSULMANI. È da maggio che la città della regione di Mindanao è stata presa ostaggio dai terroristi di Abu Sayyaf e Maute, milizie locali che nel 2014 hanno giurato fedeltà allo Stato islamico. L’offensiva jihadista era preparata da mesi, forse anni, e questo è il motivo per cui l’esercito non è ancora riuscito a riprendere la città dopo mesi di bombardamenti e combattimenti casa per casa. Durante le prime ore dell’invasione, i terroristi hanno profanato e bruciato anche la Cattedrale della città, oggi liberata, e preso in ostaggio i primi fedeli cristiani. Molti di loro si sono salvati solo grazie alla protezione offerta dai vicini musulmani.

Foto Ansa

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