Manovra: allarme aumento del carico fiscale, rischio stagnazione – RS

Mentre il ministro Sacconi discute con i sindacati di un’eventuale modifica della parte che riguarda le pensioni, Bankitalia e Corte dei Conti rilasciano commenti non proprio lusinghieri sulla manovra: «Effetti restrittivi sulla crescita», «sarebbero necessarie misure strutturali», «eccessivo utilizzo della leva fiscale» che rischia di raggiungere quota 44,5%

“Se dall’audizione di Bankitalia, Istat e Corte dei Conti, ieri, in Commissione Bilancio del Senato ci si aspettava una promozione della manovra del governo, quella che arriva se non è una bocciatura, poco ci manca. (…) I giudizi non tengono conto delle modifiche apportate dal vertice di maggioranza, peraltro ancora in fase di definizione. Mail giudizio di Bankitalia è netto, prescinde dalla singola misura cambiata e non necessariamente in meglio. L’istituto di via Nazionale sollecita misure «strutturali» per dare un impulso alla crescita del pil che «sarà inferiore al punto percentuale quest’anno e ancora più debole nel 2012»” (Avvenire, p. 9).

Se da una parte Bankitalia lamenta la mancanza di riforme strutturali, la Corte dei Conti dall’altra critica l’eccessivo utilizzo della leva fiscale per realizzare la manovra. “Da lì arrivano i tre quarti delle risorse previste nella manovra. Una scelta, spiega il presidente Luigi Giampaolino, che «determinerà la compressione del reddito disponibile e accentua i rischi di effetti depressivi». E anche da Bankitalia arriva in commissione al Senato l’allarme sul peso fiscale della manovra che potrebbe portare, tra il 2011 e il 2014 l’incidenza ad un incremento della pressione fiscale di 1,9 punti percentuali, che si attesterebbe al massimo storico del 44,5 per cento. E si avverte che «eventuali cambiamenti dovrebbero andare nella direzione di ridurre il peso degli aumenti delle entrate e accrescere il ruolo delle misure strutturali»” (Avvenire, p. 9).

Nel frattempo, ieri si è levato un coro di proteste contro le nuove misure decise dal governo durante il vertice di maggioranza di Arcore: i sindacati gridano al golpe per la proposta dei politici di non considerare come validi per il computo dei 40 anni di contributi per andare in pensione, quelli riscattati del periodo del servizio militare e dell’università. Già in serata il ministro Sacconi ha parlato con i sindacati e la proposta potrebbe essere modificata.