Così la Manif pour tous “invaderà” anche il Parlamento europeo: «In difesa della realtà e dell’interesse superiore dei bambini»

Intervista a Ludovine de la Rochère, leader del movimento: «Hollande disprezza il popolo. La sconfitta elettorale è colpa del suo atteggiamento ideologico»

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«Hollande ha dimostrato di essere una persona arrogante e sprezzante del popolo. Il suo atteggiamento ideologico e staccato dalla realtà non poteva che portare a questo risultato elettorale». Non è per niente sorpresa Ludovine de la Rochère (foto in basso a sinistra), presidentessa della Manif pour tous, dal tracollo elettorale registrato in Francia dal partito socialista di François Hollande, che alle europee ha raccolto solo il 13,98 per cento dei voti, il peggior risultato degli ultimi cinquant’anni. A tempi.it la donna che ha preso le redini del movimento popolare, nato per contrastare la deriva etica del paese sul matrimonio gay e la concezione di famiglia, si felicita anche perché «il 25 per cento dei futuri eurodeputati francesi difenderà la famiglia e i diritti dei bambini».

Dica la verità, siete contenti del tracollo di Hollande?
Questa sconfitta è frutto della sua arroganza, che ha causato il malcontento dei francesi. Quando si è trattato di approvare il matrimonio gay, noi abbiamo portato in piazza oltre un milione di persone chiedendo di essere ascoltati. Lui ci ha ignorati, andando avanti con una legge che legalizzando matrimonio e adozione gay, nega la realtà: un bambino, infatti, può solo essere figlio di un uomo e una donna. Rifiutandosi di ascoltare, non ha considerato la volontà dei francesi, negando la democrazia e i valori della République.

Le elezioni sono state vinte dal Front National di Marine Le Pen, che una volta ha dichiarato che avrebbe cambiato la legge sul matrimonio gay se eletta. Ci sono rapporti tra voi?
La Manif pour tous è un movimento di cittadini che non sostiene nessun partito e nessun candidato. A queste elezioni europee abbiamo proposto trasversalmente a tutti i candidati di sottoscrivere gli otto princìpi della carta “Europa per la famiglia“, per difendere la famiglia fondata sull’unione tra uomo e donna e i diritti dei bambini.

Che risultato avete ottenuto?
In tutto 220 candidati, anche di grandi partiti, soprattutto dell’Ump, hanno aderito. Di questi, 37 sono stati eletti: significa che il 25 per cento dei futuri eurodeputati francesi difenderanno la famiglia. Questo risultato è molto importante.

francia-manif-de-la-rochere-ludovinePerché avete lanciato questa iniziativa? Serve una Manif pour tous anche nel Parlamento europeo?
Sì. L’Unione Europea rispetta sempre di meno il principio di sussidiarietà per quanto riguarda i problemi legati alla famiglia. Il Parlamento si sta gradualmente sottomettendo alle istanze delle lobby Lgbt, che propagandano l’ideologia di genere con la scusa della lotta contro le discriminazioni. Queste rivendicazioni sono pericolose e illegittime, soprattutto perché nessun omosessuale ha mai eletto le lobby Lgbt a suoi rappresentanti. La maggioranza non le riconosce. Noi vogliamo che anche l’Unione Europea rispetti l’interesse superiore dei bambini, che non possono essere privati deliberatamente di un padre o una madre, e la realtà della distinzione oggettiva tra uomo e donna.

Dopo il matrimonio e l’adozione gay, teme che il governo francese approverà anche la fecondazione assistita per le coppie di lesbiche e l’utero in affitto?
François Hollande e Manuel Valls hanno promesso di non farlo, la maggioranza dei francesi si oppone ma all’interno della coalizione di governo ci sono forti pressioni per approvare queste misure. Sarebbe gravissimo perché il bambino, prima o dopo il concepimento, diventerebbe così un oggetto da commerciare. Questo è inaccettabile.

Lei ha incontrato il neo ministro della Famiglia francese Laurence Rossignol. Ha ragioni per non fidarsi?
Ricordo che il ministro della Giustizia Christiane Taubira ha inviato una circolare che facilita la legalizzazione dell’utero in affitto. La lettera chiedeva ai prefetti di iscrivere nei registri di stato civile i bambini nati all’estero, soprattutto in India e negli Stati Uniti, tramite maternità surrogata aggirando di fatto la legislazione vigente. Noi non vogliamo che la maternità venga messa sotto contratto ma il pericolo c’è. E vogliamo che l’Unione Europea si opponga.

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