Rassegna ragionata dal web su: la paradossale campagna del sindacato di Landini con Pd e M5s per una misura che depotenzia la contrattazione, lo scombinato appoggio di Calenda, lo smarcamento di Renzi
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e il segretario del Pd, Elly Schlein (foto Ansa)
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e il segretario del Pd, Elly Schlein (foto Ansa)
Su Linkiesta Mario Lavia scrive: «Calenda presenta con Conte, Fratoianni, Schlein e +Europa una proposta di legge per introdurre una soglia minima inderogabile di nove euro all’ora per i lavoratori».
Politico improvvisato e con scarsa capacità di visione generale, Carlo Calenda prosegue nel suo scombinato cammino: accordo con Enrico Letta, rottura con Letta, accordo con Matteo Renzi, rottura con Renzi, denuncia della subalternità di Elly Schlein ai 5 stelle, co-subalternità con la Schlein ai 5 stelle. Al di là della sua – pur presuntuosa – incapacità personale, si deve tener conto dei suoi legami via Luca Cordero di Montezemolo con quel capitalismo italiano ormai subalterno a certi ambienti francesi e di un suo rapporto con i settori industriali più prodianamente sensibili a Pechino: tutte realtà che ieri erano un punto di forza e oggi sono elemento di debolezza.
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