Alan Patarga

Alan Patarga, nato a Roma nel 1979, ha viaggiato parecchio ma alla fine ha messo radici nella Brianza berlusconiana. A Mediaset dal 2008, coordina la redazione economica di TgCom24, Tg4 e Studio Aperto. Marito di Elisa, papà di Ginevra, Carolina e Guido, senza dimenticare la mascotte di casa Otto. È cattolico e liberale e non trova in questo alcuna contraddizione

Ponte sullo Stretto di Messina

Ponte di svolta

Pietro Ciucci, ad di Stretto di Messina Spa, risponde a tutte le obiezioni sul progetto del fatidico collegamento tra Sicilia e Calabria. E assicura: «Oggi lo osteggiano in ogni modo, domani lo celebreranno come un motore del cambiamento del paese»

Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis

Pora Stellantis

Se è tornata la Fiat che pretende incentivi e sussidi per non dover chiudere gli stabilimenti italiani è perché il modello Marchionne è stato rottamato. Gli errori strategici di Tavares, il disinteresse industriale degli Elkann, la scommessa sbagliata sull’elettrico

Protesta davanti al Reichstag a Berlino nel luglio scorso contro il cancelliere Olaf Scholz per il taglio dei fondi per gli aiuti internazionali previsto nel bilancio federale

Se si sgonfia la Germania

A parte la soddisfazione per il sorpasso nella crescita del Pil, c’è poco da gongolare per la frenata del sistema tedesco. Assieme al cuore produttivo del Vecchio Continente sono a repentaglio non soltanto varie filiere della nostra manifattura, ma la stessa Unione Europea

Cerimonia di benvenuto per la nave da tracciamento cinese Yuan Wang 5 nel porto di Hambantota, Sri Lanka

La Cina e il suo cappio monetario internazionale

Così nel nome della Nuova Via della seta Pechino offre a decine di paesi in via di sviluppo progetti faraonici e maxi prestiti per realizzarli. Ma non è che una “trappola del debito” con cui i poveri fortunati finiranno per condannarsi a un eterno vassallaggio verso il Dragone

Auto elettrica

Un’auto elettrica ci travolgerà

Costi sociali altissimi e più dipendenza dalla Cina in cambio di scarse performance e benefici discutibili (se non danni) per l’ambiente. L’Europa non vede l’ora di rottamare benzina e diesel per passare ai motori “green”. Per ora è un pessimo affare. Qualche numero

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