La possibile asta per conquistare easyJet ci dice che il modello “low cost” è tutt’altro che morto. Con buona pace degli odiatori “green” che gli augurano il peggio sognando il ritorno del wagon-lit
Le cinque del pomeriggio, ora di Londra, di domenica 5 luglio 2026. È il termine ultimo concesso dai vertici della compagnia aerea britannica easyJet al fondo statunitense Clastlelake per limare al rialzo la propria offerta d’acquisto o, in alternativa, togliere il disturbo. Lo scorso 22 giugno è infatti arrivata una prima proposta per il vettore low cost, seconda aviolinea d’Europa dopo la storica concorrente irlandese, Ryanair. Circa 5 miliardi di sterline sul piatto, cresciuti ulteriormente grazie a un rilancio il 25 giugno. Entrambe le profferte sono state rispedite al mittente e anzi, mentre si ragiona su cosa potrebbe comportare il passaggio di mano della compagnia per il futuro del trasporto aereo europeo, si registra il possibile ingresso in partita del colosso dei mari Msc, leader mondiale nel settore dei container ed eccellenza della crocieristica. Il gruppo italo-svizzero, secondo quanto riportato dal settimanale Bilanz, potrebbe essere interessato all’acquisizione del vetto...
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