In Italia tra gender gap e sostegni insufficienti l’equilibrio tra maternità e carriera è ancora un miraggio per troppe donne. Eppure il primo errore è proprio continuare a parlare di “child penalty”
Mestiere difficile, quasi impossibile. Leggere l’ultimo rapporto Le Equilibriste. La maternità in Italia 2026, appena pubblicato dalla Ong Save the Children e giunto alla sua undicesima edizione, è un esercizio utilissimo alla vigilia della Festa della Mamma. L’incipit della nota stampa che ne ha accompagnato l’uscita, in particolare, chiarisce subito il leitmotiv dello studio:
«In Italia, diventare madri significa ancora troppo spesso camminare su un filo sottile: da una parte il lavoro, dall’altra il carico di cura familiare. Un equilibrio fragile, fatto di scelte complesse, desideri che si intrecciano con rinunce e percorsi professionali che rallentano o si interrompono. E quando si prova a rientrare nel mercato del lavoro, le difficoltà non mancano».
Un quadro a tinte fosche, che già il titolo del rapporto rende ineludibile: “le equilibriste” siete voi, che pretendete di fare figli e avere una carriera e far quadrare tutto.
Gli ultimi dati horror
Sia chiaro: i dati messi in fila...
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