Là dove giganteggia il male, più grande è chiamato a essere il bene. Ne è una prova la straordinaria vicenda (vera) ricostruita da Philippe Maynial in “Le ragazze dello Squadrone blu”
Madeleine Pauliac (1912-1946)
«La guerra è bella, anche se fa male», cantava De Gregori: ma perché? Com’è possibile dare ragione al cantautore romano in tempi come questi, in cui con insistenza quotidiana l’orrore bellico è tornato a fare capolino in tutti i telegiornali, a trascinare la gente in piazza, a preoccuparci per l’avvenire dei nostri figli?
Credo che il motivo sia che là dove giganteggiano il male e la violenza, più grandi sono chiamati ad essere anche il bene e la generosità. Ci sono persone, molte e disseminate in tutto l’arco della sanguinosa storia umana, che proprio nella guerra hanno trovato l’occasione di tirare fuori tutto di se stesse, e di offrirsi in sacrificio degli altri in un modo che merita di essere ricordato. Ecco perché siamo sempre assetati di nuove storie della Seconda Guerra mondiale, che, nonostante passino le mode sotto al sole dell’editoria, resta sempre sulla cresta dell’onda; ed ecco perché non potete perdervi Le ragazze dello Squadrone blu di Philippe Maynial, che arriva finalm...
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