Lupi: «Ncd chiederà a Renzi due miliardi e mezzo per famiglie e imprese»

Il ministro delle Infrastrutture anticipa alcuni dei punti che Alfano proporrà di inserire nel «patto di legislatura» con il premier in pectore

Mentre il presidente del Consiglio in pectore Matteo Renzi avvia le consultazioni con i partiti in vista della formazione del governo che dovrebbe arrivare, secondo l’annuncio dello stesso Renzi, entro sabato, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi anticipa in una intervista ad Avvenire alcuni dei punti che il Nuovo Centrodestra metterà sul tavolo questa sera (l’incontro tra l’ex sindaco di Firenze e Alfano è previsto per le 19) come condizione per partecipare all’esecutivo: «Chiediamo che si investa un miliardo di euro in misure in favore delle famiglie e un miliardo e mezzo per finanziare un vero Piano casa», spiega Lupi, che pretende da Renzi un «patto di legislatura» che sia «un contratto alla tedesca, dettagliato e condiviso».

FAMIGLIE. Per la precisione, continua il ministro, sono 10 i capitoli che Ncd vuole inserire nel patto, «partendo dalle riforme costituzionali, ma che comprendano anche interventi concreti, e non promesse, per le famiglie, per le piccole e medie imprese, per i lavoratori». Per la precisione, «servono detrazioni vere per i figli, riconoscimento degli investimenti dei genitori nella loro educazione e sostegno concreto a chi cerca una casa», poiché secondo Lupi sono proprio «le famiglie, specie quelle numerose», ad aver «pagato il prezzo più alto della crisi, surrogando il welfare deficitario».

IMPRESE. Ma, sempre a proposito di crisi, c’è ovviamente un altro pezzo di società chiaramente «in sofferenza». Le Pmi e gli artigiani, ricorda Lupi, sono oppressi «da carichi che bisogna alleggerire, cancellando il fardello della burocrazia e tagliando le tasse sui beni strumentali (negozi, aziende). Sul fronte del lavoro, bisogna introdurre elementi premiali per chi assume giovani a tempo indeterminato. E ancora, si deve ridurre il peso delle tasse su stipendi e salari».

COPPIE GAY. Quanto ai potenziali nodi di possibile disaccordo con la piattaforma del futuro governo Renzi, il ministro di Ncd dice un no secco a «politiche ostili alle imprese» e a «misure, come dire, a favore della disoccupazione», come per esempio il salario minimo garantito: «Non è una buona idea investire risorse per garantire una situazione che comunque resta di disoccupazione», spiega Lupi. «È meglio destinarle per far aumentare il tasso di persone occupate. Vista la penuria di risorse, occorre avere ben chiare le priorità». Parziale apertura, invece, sulle coppie dello stesso sesso: «Va bene regolarle nel codice civile» purché «senza tirare in ballo istituti come il matrimonio, l’adozione e la reversibilità».

BERLUSCONI. Nell’intervista ad Avvenire Lupi affronta anche temi più strettamente “politici”. Quali poltrone chiederà Ncd a Renzi?  Interno, Trasporti e Salute? «È una questione di programma, non di poltrone», replica il ministro, pur precisando che «è chiaro che la squadra del governo dovrà ben rappresentare i partiti che lo sostengono». Non sarebbe digeribile, ad esempio, l’ipotesi di Romano Prodi all’Economia: il suo è un nome troppo «divisivo». E i rapporti con Berlusconi? «Chi gli ha suggerito la frase infelicissima sugli “utili idioti” non gli ha fatto un favore», dice Lupi. E ancora: «Chi crea divisione rifletta sulla sconfitta alle regionali in Sardegna», dove il governatore uscente Ugo Cappellacci del centrodestra è appena stato sconfitto da Francesco Pigliaru (con, rispettivamente, il 39,3 per cento dei voti contro il 42,5). «Nel centrodestra – conclude il ministro – bisogna dar vita a una nuova classe dirigente e un buon padre dovrebbe compiacersi quando i figli diventano grandi».