Libia. Il governo di unità nazionale dell’Onu non unisce e non è un governo, però funziona

L’Onu, stufo di aspettare un’intesa tra le parti, ha appoggiato il blitz via mare. Armi e soldi sono gli unici appoggi che contano, la legalità e il consenso popolare verranno

Erano anni che dalla Libia non arrivava una singola buona notizia, tra espansione territoriale dell’Isis, divisione del paese tra due governi e mille fazioni armate, produzione del petrolio in picchiata e migliaia di profughi sfruttati, costretti a rischiare la morte in mare.

ADDIO GOVERNO DI TRIPOLI. «Vi informiamo che il nostro lavoro come potere esecutivo si ferma qui». La buona notizia è contenuta in uno stringato comunicato stampa emesso ieri dal governo di Tripoli, instaurato con un golpe armato di gruppi islamisti nel 2014. L’autoproclamato Governo di salvezza nazionale ha deciso di dimettersi dopo che l’esecutivo appoggiato dall’Onu, e guidato da Fayez Serraj, è giunto nella capitale via mare.

ARMI E SOLDI. Gli uomini di Serraj si riuniscono ancora in una ben protetta base navale e non osano prendere possesso degli uffici in centro, per timore che qualche milizia armata esponga con le armi il suo dissenso. Però sono entrati, hanno stretto accordi con le fazioni armate più forti per essere difesi ed accettati e godono dell’appoggio della Banca centrale, da una parte, e della compagnia petrolifera nazionale, dall’altra. Armi e soldi sono gli unici appoggi che contano, la legalità e il consenso popolare verranno.

QUADRO LEGALE INCERTO. Il quadro legale in cui si inserisce questo governo di unità nazionale infatti è molto incerto. L’obiettivo dell’Onu e dell’inviato speciale Martin Kobler era quello di creare un esecutivo al quale partecipassero il Parlamento riconosciuto dalla comunità internazionale, quello di Tobruk, insieme a quello golpista di Tripoli. Serraj non ha ottenuto l’approvazione né del primo, né del secondo. Il governo di unità nazionale, dunque, non solo non ha alcuna autorità ma è imposto dall’esterno.

FUNZIONA. L’Onu però, stufo di aspettare un’intesa tra le parti che non arrivava mai, ha appoggiato un piccolo blitz via mare, rinunciando a tutte le belle parole e ai grandi principi esposti nei summit da due anni a questa parte. Tobruk non ha ancora accettato l’autorità degli uomini di Serraj ma è probabile che verrà trovato un accordo. La Libia potrebbe anche finire divisa in tre parti (Tripolitania-Cirenaica-Fezzan), ma è ancora presto per dirlo. Per il momento il governo di unità nazionale non unisce e tecnicamente non è neanche un governo. Però funziona. Ed è già un enorme passo avanti.

Foto Ansa e Ansa/Ap