Il presidente americano è con le spalle al muro e non può ottenere né dall'Iran né da Israele ciò che vuole. Il tycoon ha infranto tutte le regole per concludere un buon affare descritte nella propria autobiografia
Donald Trump firma un ordine esecutivo nello Studio Ovale a Washington (foto Ansa)
Ogni volta che Donald Trump dichiara che lo Stretto di Hormuz è aperto o che l'Iran è alle corde, un funzionario del regime islamico lo smentisce beffardo: «Lo Stretto resterà bloccato fino a quando le nostre richieste non saranno soddisfatte».
Ogni volta che il presidente americano annuncia un passo avanti o un tentativo di riconciliazione nella guerra tra Israele e Hamas, un funzionario israeliano, perfino Benjamin Netanyahu in persona, ritratta rifiutando i termini dell'accordo.
Trump è con le spalle al muro
Il tycoon dà l'impressione di essere con le spalle al muro e di aver perso completamente quello che è sempre stato il suo marchio di fabbrica: "The Art of the Deal", l'arte di fare affari, come recita la sua autobiografia del 1987.
Pur disponendo gli Stati Uniti di formidabili strumenti di pressione, militari ed economici, un mix letale di fretta, sciatteria e calcoli errati hanno invertito i pesi sulla bilancia consentendo a due potenze nettamente inferiori agli Usa da ogni pun...
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