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La crisi migratoria di Ceuta resta grave. L’hanno capito tutti tranne Sánchez

Di Leone Grotti
11 Agosto 2026
Il premier socialista attacca l'Italia per racimolare consensi ma gli spagnoli bocciano la sua gestione della crisi. Che è tutto fuorché risolta
Oltre 10 mila migranti su 72 mila arrivati a Ceuta il 30 luglio vivono ancora in campi improvvisati in mezzo alla strada
Oltre 10 mila migranti su 72 mila arrivati a Ceuta il 30 luglio vivono ancora in campi improvvisati in mezzo alla strada (foto Ansa)

La prima cosa che Pedro Sánchez dovrebbe fare ogni mattina, appena aperti gli occhi nella sontuosa residenza ufficiale di La Mareta, a Costa Teguise di Lanzarote, dove sta trascorrendo le vacanze incurante dell'emergenza migratoria vissuta dal suo paese, è ringraziare Giorgia Meloni. La querelle politica ed elettorale con la presidente del Consiglio italiana, combattuta a colpi di chiusura dei confini e controlli alle frontiere, è l'unica scappatoia rimasta al premier spagnolo per provare a racimolare qualche consenso in mezzo alla tempesta di Ceuta.

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La crisi migratoria di Ceuta continua Godendosi il sole e il mare nella tenuta di tre ettari affacciata sull'oceano, Sánchez vorrebbe far credere agli spagnoli che la crisi è rientrata e che l'invasione di Ceuta del 30 luglio è stata solo un brutto sogno. Ma a parte qualche elettore socialista con il paraocchi al quale raccontare la...

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