Lettera: pensione a 67 anni entro 2026 e dismissione patrimonio pubblico

Sono uscite le prime indiscrezioni sulla lettera consegnata a Bruxelles dal governo italiano. Le riforme contenute: pensione di vecchiaia a 67 anni entro il 2026 per uomini e donne, 5 miliardi all’anno per tre anni dalla dismissione del patrimonio pubblico e stretta sui contratti parasubordinati. Pd: «Misure orrende». Draghi: «Passo importante»

Tutti in pensione a 67 anni dal 2026. E’ quanto prevede la bozza della lettera inviata a Bruxelles. Il requisito è valido sia per gli uomini che per le donne. Non solo pensioni però nella lettera di «intenti» preparata dal govero. Entro il 30 novembre arriverà il piano di dismissione del patrimonio pubblico. Sono previsti 5 miliardi di introiti l’anno per tre anni.

In più, secondo quanto scritto nella lettera, ci sarà una stretta sui contratti parasubordinati e arriverà una commissione per abbattere il debito pubblico, a cui sarà affidata entro la fine dell’anno l’elaborazione di un piano che preveda anche le dismissioni. Inoltre, più poteri all’Antitrust per favorire la concorrenza: entro il primo trimestre del 2012 saranno rafforzati gli strumenti dell’Autorità soprattutto per evitare contrasti con la legislazione a livello locale. Infine, la lettera promette interventi a favore dell’occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione dei contratti di apprendistato e di contratti di inserimento delle donne.

«E’ un passo importante, un piano di riforme organiche per lo sviluppo dell’economia italiana» ha detto Mario Draghi, che è pronto ad assumere la guida della Bce, parlando della lettera di intenti inviata dal governo e visionata a Bruxelles. «Ora si tratta di farle con rapidità e concretezza. Non nascondiamoci, si tratta di azioni coraggiose che però devono essere accompagnate dalla tutela delle fasce deboli che saranno toccate».

Silvio Berlusconi è fiducioso che la lettera incontrerà il favore dell’Europa, mentre l’opposizione, con Angela Finocchiaro, è critica: «Mi risulta che un governo degno di questo nome non scrive lettere ma vari provvedimenti. L’Italia è chiamata a rispettare gli impegni assunti di fronte all’Ue e non riesce a farlo per colpa di un governo debole e ostaggio delle divisioni della maggioranza». Secondo il leader dalla Cisl Raffaele Bonanni «procedendo così non si farà mai una riforma ma si attaccheranno solo le persone più deboli».

Il Pd ha commentato i primi contenuti della lettera usciti sulle agenzie con Cesare Damiano, capogruppo Pd nella commissione Lavoro di Montecitorio, che ha dichiarato: «Orrende anticipazioni sulla lettera del governo all’Unione europea. Se il fulcro di una fantomatica manovra fatta di annunci e di compromessi pasticciati tra partiti di governo non più in grado di gestire la situazione è la libertà di licenziamento e la pensione a 67 anni per uomini e donne, siamo alla frutta». Questo governo, prosegue, «dimostra di voler colpire sempre dalla stessa parte: i lavoratori, i pensionati e i ceti più deboli, pur di preservare i detentori di grandi patrimoni e i percettori di rendite. Attendiamo con ansia di leggere il testo di una lettera segreta il cui contenuto dovrebbe, invece, essere reso rapidamente noto a tutti i cittadini italiani».

Bersani ha commentato così: «A una prima lettura toni e contenuti del documento del governo non lasciano purtroppo intravvedere niente di serio. Evidentemente l’obiettivo del governo è di prendersi in sede europea qualche giorno di ossigeno».