Lettera a un amico che mi vuole bene, ma non accetta l’operato di Israele

Ecco questa è la vera nostra tragedia caro G.: noi in Israele, stiamo combattendo per tutto l’Occidente, siamo di nuovo e come ogni volta la diga che argina e combatte il califfato, la sharia, quei barbari che tagliano le teste

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Ieri su Facebook un ragazzo ha pubblicato un messaggio: «Shalom a tutti, sono comandante di un battaglione nell’esercito di difesa di Israele. Da quasi un mese siamo in servizio di emergenza e lavoriamo 24 ore su 24 in missioni varie e impegnative. I nostri soldati giovani e meno giovani, erano già stati dimessi dell’esercito regolare ma sono stati richiamati, come sempre, quando ce n’è bisogno. Queste persone lasciano le loro case, le mogli, i figli, gli esami di laurea, le fabbriche e i campi per dare il proprio contributo ogni volta che il nostro Paese è in crisi con i nostri vicini. Vorremmo rendere meno difficili le operazioni. Abbiamo bisogno di lampade frontali e saremmo felici di ricevere il vostro aiuto per acquistarle….».

Di seguito una foto dei ragazzi, pronti per uscire in una delle loro missioni. Il primo commento è stato un enorme “NO LIKE – Non mi piace!!!!”. Era di un amico. Avrei potuto sorvolare e cancellarlo dalla lista ma ho capito che le divise, i fucili che avevano in mano quei ragazzi avevano sollevato l’istinto di una persona buona d’animo che davanti a dei soldati immagina violenza, guerra e ingiustizie. E ho deciso di scrivergli: «Caro G., se potessi immaginare quanto sia difficile per noi guardare questa immagine! Quanto desidereremmo che i nostri figli potessero essere in casa loro a studiare, a suonare, ad incontrarsi con gli amici, e invece, caro G. passano ore a cercare terroristi, a scovare tunnel di morte, a montare di guardia mentre il pericolo è sulla soglia. Le ultime notizie comunicano: “Una vasta rete terroristica di Hamas, basata in Cisgiordania e a Gerusalemme, progettava di destabilizzare la regione attraverso una serie di sanguinosi attacchi terroristici in Israele per poi rovesciare l’Autorità Palestinese governata da Fatah. Lo hanno rivelato lunedì i servizi di sicurezza israeliani che indagano sulla rete terroristica dal maggio scorso e hanno operato una novantina di arresti, scoprendo cellule terroristiche in 46 città e villaggi palestinesi tra cui a Jenin, Nablus, Ramallah, Hebron oltre che a Gerusalemme est, e sequestrando ingenti somme di denaro e armi da guerra. Il quartier generale di Hamas all’estero con base in Turchia aveva orchestrato il piano, incentrato su una serie di stragi terroristiche contro obiettivi israeliani”.

Caro G. sai perché Hamas ricevono tanti consensi? Perché mostrano senza posa immagini terribili di feriti e distruzione (che, come sai, è generata spesso dai loro stessi missili). Noi, in Israele, non mostriamo queste immagini per non ferire e colpire ulteriormente le famiglie già provate da tanta sofferenza. E cosa mostriamo? Mostriamo i nostri ragazzi, i mariti, i padri che lasciano tutto per difendere non solo noi…! Ecco questa è la vera nostra tragedia caro G.: noi in Israele, stiamo combattendo per tutto l’Occidente, siamo di nuovo e come ogni volta la diga che argina e combatte il califfato, la sharia, quei barbari che tagliano le teste, che violentano, infibulano, che perseguitano i cristiani, le donne e tutti coloro che non reagiscono per paura o perché credono, come credevamo noi ebrei negli anni Trenta, che le leggi razziali fossero un episodio passeggero, che i nazisti non sarebbero arrivati a tanto.

I soldati di Zahal sono all’erta per proteggere noi, che la storia la conosciamo bene, ma anche per affrancare i poveri cittadini palestinesi che sono schiavi del terrorismo come noi. I cittadini israeliani sono anche loro in prima linea, di nuovo, sotto una pioggia di missili. Guardo di nuovo gli sguardi rassicuranti dei soldati israeliani, che sono lì per difendere e le facce travisate dall’odio dei capi di Hamas che vivono per affermare il loro potere e che giurano la distruzione di Israele. Ascolto le parole del giornalista americano, inginocchiato davanti all’aguzzino del Daesh e vorrei dirti caro G. che i nostri ragazzi stanno combattendo strenuamente anche per te, per la tua famiglia e per tutto l’Occidente. Meritano il tuo “mi piace”!

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