Legge contro l’omofobia e obiezione di coscienza: ecco perché anche in Italia è «peggiorata» la libertà religiosa

Anche Repubblica cita il dato del nuovo rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre, ma si “dimentica” di indicare quali sono le leggi che portano al peggioramento

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La libertà religiosa non viene pienamente rispettata in 116 paesi su 196 nel mondo, secondo il nuovo rapporto presentato ieri a Milano da Aiuto alla Chiesa che soffre. Tra l’ottobre 2012 e il giugno 2014 la situazione è peggiorata in 61 paesi e se possono venire subito alla mente teatri di guerra come Iraq o Siria, un peggioramento c’è stato anche in Europa. Soprattutto in Italia.

L’ARTICOLO DI REPUBBLICA. Lo riporta anche Repubblica, che in un bel paginone dedicato alla persecuzione dei cristiani scrive: «Lo scorso anno l’Osservatorio [sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani] ha contato 41 leggi nei diversi paesi europei che “colpiscono sfavorevolmente i cristiani”. Persino in Italia, dove gli ostacoli alla fede sono giudicati come “lievi”, la situazione risulta in peggioramento».
Il quotidiano di Ezio Mauro però, chissà perché, si “dimentica” di indicare quali sono queste leggi, che riportiamo di seguito.

OMOFOBIA: REATO DI OPINIONE. Secondo il rapporto di Acs, il primo attentato alla libertà religiosa è costituito dal «Disegno di legge Scalfarotto-Leone contro l’omofobia e la transfobia» perché, «nella sostanza, non persegue l’obiettivo di combattere la violenza, ma le opinioni sull’omosessualità». Si legge ancora: «L’ideologicità è resa evidente dal fatto che se il DL venisse approvato, di fatto, si impedirebbe ad associazioni e liberi cittadini di opporsi in modo civile e argomentato a provvedimenti come quelli, ad esempio, riguardanti il matrimonio omosessuale e l’adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso. Anche la semplice espressione di opinioni critiche verso l’omosessualità potrebbe essere considerata omofobica».

OBIEZIONE DI COSCIENZA. Il rapporto cita poi la «bozza di riforma del Codice deontologico medico», che mira a limitare «l’obiezione di coscienza», e sottolinea riguardo all’aborto la proposta di modifica alla Legge 194, la quale prevede che «nelle strutture sanitarie debba essere garantito che almeno il 70% del personale in sevizio (…) non sia obiettore di coscienza».

CONCERTO PRIMO MAGGIO. Si nota infine «la problematicità dell’utilizzo di simboli religiosi» in pubblico, come il «crocifisso», «una decina di atti di vandalismo, per lo più ai danni di statue della Madonna e crocifissi», e le offese pubbliche alla religione cattolica. In particolare, viene ricordato il «caso eclatante» del Concerto del Primo Maggio 2013, quando «Luca Romagnoli, leader del Gruppo musicale Management del Dolore post-operatorio, ha compiuto un gesto – definito “epifenomeno della cristianofobia” – fortemente dissacrante dell’elevazione eucaristica», innalzando un profilattico come fosse un’ostia consacrata.

«LIBERTÀ SI PUÒ PERDERE». Durante la presentazione del rapporto, ieri l’ex ministro cattolico iracheno Pascale Warda ha insistito per intervenire proprio su questi temi: «La vostra decadenza morale ci preoccupa», ha dichiarato. «I valori sono importanti e voi li state perdendo. Ricordatevi che la libertà si può perdere se non si combatte per essa, come hanno combattuto i vostri padri. La Francia, ad esempio, sta diventando atea. La vostra crisi e decadenza è un dramma anche per noi».

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