La polizia religiosa saudita arresta e mette in prigione ventisette cristiani. L’accusa: pregavano in casa

Gli uomini e le donne sono stati colti sul fatto, arrestati e condotti in prigione; con loro sono stati sequestrati vangeli, libri di preghiera e strumenti musicali

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Tratto da Zenit Una operazione complessa, che dopo lunghi controlli, pedinamenti, intercettazioni, è stata portata a termine con successo, ovvero arrestare 27 persone, uomini e donne, tutti di nazionalità indiana. L’accusa? Una sola: pregare dentro propria casa.

Non si trattava infatti di una cellula criminale, bensì di un gruppo di lavoratori stranieri, tutti indiani di fede cristiana, che avevano trasformato una loro abitazione nella zona di Khafaja, in Riyad, in un luogo di incontro e di preghiera, violando la legge saudita che vieta di praticare le religioni non musulmane sul proprio territorio.

Gli uomini e le donne sono stati colti sul fatto, arrestati e condotti in prigione; con loro sono stati sequestrati vangeli, libri di preghiera e strumenti musicali. L’operazione è stata condotta dal Comitato per l’imposizione della virtù e l’interdizione del vizio, la polizia religiosa saudita, conosciuta con il nome arabo Mutawaa ed impegnata da anni con fervore a far rispettare la Sharia, la legge coranica.

Due anni fa aveva suscitato tanto clamore la Fatwa rilasciata dal Gran Mufti saudita, che confermava il divieto di costruire chiese e invitava a demolire quelle esistenti nella penisola arabica, con la motivazione che su quel territorio non potessero coesistere due religioni, basandosi sulle scritture sacre islamiche.

L’Arabia Saudita, in realtà, è l’unico paese al mondo dove è vietato per legge la costruzione di luoghi di culto e di chiese. Una chiara violazione, questa, della libertà di religione, che va contro tutte le convenzioni e le leggi sui diritti internazionali e che nega di fatto ai tanti lavoratori ed immigrati residenti, provenienti dai paesi asiatici e dal Medio Oriente, cristiani, cattolici e ortodossi, e indù di praticare la propria fede.

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