Iraq, terroristi islamici tagliano l’acqua ai villaggi attorno a Mosul. E conquistano il deposito di armi chimiche di Saddam

Nei villaggi assiri di Bartella e Qaraqosh ora un metro cubo di acqua costa la bellezza di settemila dinari, circa sei dollari

Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante ha tagliato l’elettricità e l’acqua ad alcuni quartieri delle città recentemente occupate di Mosul e Tikrit. Lo riporta Aina, secondo cui anche nei villaggi attorno a Mosul dai rubinetti non esce più una goccia d’acqua.

VILLAGGI SENZ’ACQUA. Nei villaggi assiri di Bartella e Qaraqosh ora un metro cubo di acqua costa la bellezza di settemila dinari, circa sei dollari. I leader dei villaggi hanno invocato attraverso l’agenzia il ritorno dell’acqua visto che molti residenti non possono permettersi di comprarla a questi prezzi. Questa strategia non è nuova per i gruppi jihadisti che combattono anche in Siria, dove la stessa tattica è stata usata anche ad Aleppo.

ARMI CHIMICHE. Intanto, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli estremisti islamici hanno occupato l’ex impianto di produzione e stoccaggio di armi chimiche di Saddam Hussein. Secondo gli Stati Uniti, l’Isil non avrebbe le conoscenze tecniche per produrre armi e quelle restanti sono vecchie e difficili da utilizzare in guerra. Il sito di Al Muthanna si trova a circa 45 chilometri dalla capitale Baghdad. Secondo un ufficiale militare americano, «le uniche persone che verrebbero danneggiate dalle armi chimiche sarebbero le persone che tentino di usarle o spostarle».