Il Meeting delle scatole cinesi è un giochino intollerabile

Il Meeting di Comunione e Liberazione si è imposto come un evento politico, tanto più in un momento in cui il tema fondamentale è il dialogo fra gli schieramenti parlamentari e il ruolo dei cattolici. Ma proprio qui sorge il problema: che cos’è in realtà il Meeting di Rimini? Un evento politico, un evento ecclesiale o un po’ tutti e due? Don Julián Carrón, il successore di don Luigi Giussani, quest’anno al Meeting non ha tenuto incontri, e non ha mandato messaggi come faceva il fondatore del movimento. Significa qualcosa, questo, sui rapporti tra la Fraternità di Cl e il Meeting?
E ancora, qual è il soggetto che organizza il Meeting? Parrebbe essere la Compagnia delle Opere, un movimento sociale con valenza politica, trasversale ai due schieramenti nonostante il più autorevole esponente politico di Cl, Roberto Formigoni, ora lasci intendere di voler assumere un ruolo più importante in Forza Italia. Ebbene, tra la parzialità di Formigoni e la trasversalità della Cdo vi è rapporto? E quale? Cl è un movimento ecclesiale e anche politico? Oppure è un movimento ecclesiale e anche una struttura sociale? La soluzione adottata, in pratica, è un gioco di scatole cinesi in cui una scatola contiene l’altra, a seconda dell’opportunità. E così il Meeting di Rimini rimane un evento mediatico in cui ciascuno parla in libertà, il luogo pubblico in cui la trasversalità è la regola. Si può dire che, con i tempi che corrono, il Meeting risponde a un bisogno attuale e perciò rimane un successo. Tuttavia una tale confusione di piani è, culturalmente ed ecclesialmente, insopportabile.
La vera questione è: i militanti che sacrificano le vacanze al Meeting compiono un’opera ecclesiale, un atto di militanza politica o un’azione di responsabilità sociale? Antonio Socci sostiene che la Cdo abbia fagocitato Cl. Questa sarebbe un’interpretazione possibile, ma che a sua volta apre la domanda se sia giusto o meno motivare ecclesialmente una militanza al servizio di un’attività sociale. Si può sorridere pensando alle simpatie e agli intrecci della Cdo con le cooperative rosse. Le coop hanno costituito un modello sociale e politico assieme, sono una caratteristica del “sistema Italia”, e pare che la Cdo si muova sul sentiero tracciato da loro. Si può rispondere ai temi posti affermando che comunque sia il Meeting funziona, Formigoni idem e la Cdo pure. Che se tutto ciò esiste ha ragione di essere. Ma è un principio fallace, perché le contraddizioni pesano su quel rapporto tra essere ed esistere che è il divenire. Vale allora la domanda finale: che cos’è, veramente, la totalità multiforme di Comunione e Liberazione? bagetbozzo@ragionpolitica.it