I partigiani dell’Anpi con i No Tav per la resistenza in Val di Susa. «Iniziativa fuori luogo»

Un giovane consigliere del Pd rispedisce al mittente l’invito a partecipare a un’iniziativa organizzata dall’associazione partigiani: «In Valle non si gioca la nuova Resistenza»

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Grugliasco è una delle città che compongono la rossa prima cintura di Torino. Quell’hinterland che fu la Stalingrado sabauda ai tempi del Pci. Oggi i democratici vedono insidiata la loro egemonia dall’avanzata grillina. I seguaci di Grillo vanno all’incasso, anche, della penetrazione della predicazione No Tav. Il Pd paga l’assenso alla Torino-Lione. Anche spazi tradizionalmente collaterali al partito hanno imboccato una strada decisamente anti Tav, tra questi l’Anpi. L’associazione dei partigiani, a Grugliasco come altrove in Piemonte, fiancheggia apertamente il movimento trenocrociato, finendo per avvalorare la retorica esistenziale con cui si giustifica la lotta senza quartiere alla nuova linea ferroviaria.

NON E’ UNA NUOVA RESISTENZA. Domenica scorsa, per dire, la sezione Anpi ha promosso un’iniziativa su (nientemeno!) “l’emergenza democratica in Val Susa”. Per una volta, però, dalle file democratiche si è alzata qualche voce critica. Il giovane consigliere Pd Emanuele Gaito, che ha restituito al mittente l’invito all’incontro, ha dichiarato che «è assolutamente fuori luogo organizzare un’iniziativa con quel titolo, con il solito intento di dividere e non unire, riferendosi sempre alle stesse persone che protestano su tutto e si oppongono a qualsiasi cosa. Il cambiamento non passa solo dalla protesta ma soprattutto dalla proposta. È fuori luogo dire che in Valle si giochi la nuova Resistenza». Non è senza significato questo distinguersi, togliere appigli simbolici a chi tenta l’escalation dello scontro è decisivo. E chi ha memoria del richiamarsi alla lotta partigiana da parte del terrorismo rosso può ben comprendere.

 

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