«Hong Kong ha compiuto un altro miracolo e ha fatto la storia di nuovo»

Oltre 600 mila persone hanno votato alle primarie dei partiti democratici nonostante le minacce del regime comunista. Arrestati di nuovo Lee Cheuk-yan e Albert Ho: «È persecuzione politica»

hong kong processo lee cheuk yan

«Questa è persecuzione politica». Così Lee Cheuk-yan, presidente dell’Alleanza a sostegno dei movimenti democratici in Cina, ha dichiarato stamattina in tribunale a Hong Kong, dove è stato accusato insieme ad altri 12 importanti attivisti democratici di aver commemorato il 4 giugno le vittime del massacro di Piazza Tienanmen al Victoria Park. Quest’anno, per la prima volta dal 1989, la veglia era stata proibita con la scusa del coronavirus e i 13 attivisti, tra cui l’avvocato Albert Ho, sono stati accusati di «incitamento» a partecipare a un’assemblea illegittima. Migliaia di persone, nonostante il bando, si sono recate al Victoria Park.

IL LEADER DELLA PROTESTA ALL’INCONTRO DI TEMPI

Lee e Ho erano già stati arrestati (e liberati su cauzione) in aprile insieme ad altri 13 importanti attivisti per aver partecipato a tre manifestazioni pacifiche di protesta contro la legge sull’estradizione nel 2019. I due leader democratici si trovano al centro della battaglia per la libertà che infuria a Hong Kong da quando il regime comunista cinese ha deciso di cancellare anzitempo e definitivamente l’autonomia della città, che in base a un trattato internazionale firmato con il Regno Unito sarebbe dovuta durare fino al 2047. L’1 luglio, infatti, è entrata in vigore la legge sulla sicurezza nazionale, che azzera di fatto ogni libertà politica e civile, trasforma Hong Kong in una qualunque città della Cina continentale e punisce ogni tipo di critica al Partito comunista.

I lettori di Tempi conoscono bene Lee Cheuk-yan e Albert Ho, invitati a novembre a partecipare a Milano all’incontro promosso dal nostro giornale: “La libertà è la mia patria. Da piazza Tienanmen a Hong Kong” (qui il video). Solo il primo ha potuto partecipare, dal momento che Ho nelle settimane precedenti all’evento è stato aggredito e ferito gravemente da uomini con il volto coperto.

«IL VERO INCITAMENTO È IL MASSACRO DEL 1989»

Stamattina, davanti alla corte, i giudici hanno chiesto a Lee Cheuk-yan se ha capito le accuse che gli vengono rivolte. L’attivista ha risposto, come riportato dall’Afp: «Questa è persecuzione politica. Il vero incitamento è il massacro condotto dal Partito comunista cinese 31 anni fa».

Come ha scritto Lee in un articolo per Tempi, Hong Kong «continuerà a combattere» nonostante la ghigliottina della nuova legge sulla sicurezza nazionale.

hong kong primarie democratici
Lunghissime code ai seggi

«AFFLUENZA MIRACOLOSA ALLE PRIMARIE»

La popolazione ne ha dato un chiaro esempio questo fine settimana, quando 600 mila persone (su 7,5 milioni di abitanti) si sono recate ai seggi predisposti dai partiti che si oppongono a Pechino per partecipare alle primarie del fronte democratico. Gli organizzatori hanno parlato di «affluenza miracolosa», tenuto conto delle restrizioni a causa del coronavirus e soprattutto delle minacce del governo.

Il giorno precedente alle primarie, infatti, il ministro per gli Affari continentali e costituzionali, Erick Tsang, ha dichiarato che il voto avrebbe potuto «violare la nuova legge sulla sicurezza nazionale». I democratici hanno denunciato il tentativo di «intimidire la popolazione», che però non si è lasciata spaventare e ha affollato le urne. «La gente di Hong Kong ha fatto la storia ancora una volta, è avvenuto un altro miracolo. Hong Kong ha dimostrato al mondo e anche alle autorità che non abbiamo smesso di lottare per la democrazia», ha dichiarato uno degli organizzatori, Benny Tai.

Foto Ansa