Hong Kong. La Cina confisca hotel di lusso e vieta agli studenti di cantare

Il regime vieta agli studenti della città di cantare l’inno “Gloria a Hong Kong” e di parlare di politica. La polizia segreta si sceglie come sede un albergo con piscina sul tetto

Il primo vero settore a Hong Kong dove Pechino vuole imporsi attraverso la legge sulla sicurezza nazionale si conferma quello dell’educazione. Dopo aver ordinato di ritirare dalle biblioteche pubbliche quei libri che invocano democrazia per la città, e aver richiesto ai professori di rimaneggiare i nuovi curriculum eliminando ogni contenuto che potrebbe incitare gli studenti alla rivolta (addio dunque a Gandhi e Martin Luther King, ad esempio), ora il regime si concentra sulla vita scolastica.

VIETATO CANTARE “GLORIA A HONG KONG”

Il ministro per l’Educazione della città, Kevin Yeung, ha dichiarato innanzitutto che agli studenti, come previsto da tempi.it, non sarà più permesso intonare l’inno delle proteste antiestradizione Gloria a Hong Kong. La canzone infatti, riporta la Bbc, «è legato a doppio filo a incidenti politici e sociali, violenza e incidenti illegali che sono durati per mesi». Ecco perché «le scuole devono impedire agli studenti di suonarlo, cantarlo o trasmetterlo negli istituti».

Gli alunni non potranno neanche più inscenare forme di protesta come le catene umane. Sarà anche vietato veicolare a scuola slogan o altri messaggi dal contenuto politico. Se verranno organizzate nuove proteste in città, agli studenti non sarà permesso di assentarsi dai corsi per parteciparvi. Almeno 1.600 studenti delle scuole superiori sono stati arrestati l’anno scorso per aver partecipato a manifestazioni pacifiche contro il governo.

LA CINA CONFISCA HOTEL DI LUSSO

A vegliare sul rispetto della legge sulla sicurezza nazionale e sul comportamento degli studenti ci sarà il nuovo Ufficio per la salvaguardia della sicurezza nazionale, che coordinerà la polizia segreta cinese, che per la prima volta dal 1997 mette piede in città. Come sede Pechino ha scelto un “modesto” hotel turistico di 33 piani con tanto di lussuosa piscina sul tetto nel distretto dello shopping di Causeway Bay.

Il Metropark Hotel è stato confiscato dal governo cinese, nottetempo sono state chiuse tutte le strade attorno all’albergo, mentre addetti ai lavori edificavano una fortificazione alta due metri attorno al perimetro e installavano uno stemma della Repubblica popolare cinese con le cinque stelle in spregio alla mini Costituzione di Hong Kong, che sarebbe dovuta restare autonoma fino al 2047.

LIBERTÀ VIGILATA DA VICINO

Quell’autonomia è svanita l’1 luglio, giorno in cui è stata varata la nuova legge, e non è un caso che il quartier generale scelto da Pechino si affacci proprio su Victoria Park. È in quel luogo che ogni anno, dal 1989, centinaia di migliaia di persone si riuniscono il 4 giugno per commemorare le vittime della strage di Piazza Tienanmen. Il massacro verrà quasi certamente cancellato dai libri scolastici. Per meglio attentare alla memoria della strage comunista che ancora si conserva a Hong Kong, la polizia segreta cinese ha scelto di appostarsi di fianco al luogo simbolo della protesta e della libertà. Per presidiarla da vicino.

Foto Ansa