Gli anglicani tolgono il “peccato” e il “Diavolo” dal Battesimo. «Ma così sembra la benedizione della Fatina buona»

La nuova formula già in uso è appoggiata dall’arcivescovo di Canterbury. Ma molti vescovi protestano: «Così il Battesimo non ha più senso. La Chiesa banalizza i suoi stessi insegnamenti»

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Niente più “peccato”, niente più “Diavolo”. La Chiesa anglicana aggiorna la liturgia per quanto riguarda il rito del Battesimo e non chiederà più a genitori e padrini di «rifiutare il peccato» e «rinunciare al Diavolo». Secondo l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby (nella foto, ndr) la nuova formula, per ora facoltativa, sarà più facilmente «comprensibile» da tutti e al passo con i tempi.

NIENTE “SOTTOMISSIONE”. La nuova dicitura viene già usata in oltre mille parrocchie in Inghilterra. Così, invece che pentirsi e rinunciare al peccato e al Diavolo, i parenti dovranno «rinunciare al male, a tutte le sue forme e a tutte le sue false promesse». Secondo il nuovo testo, a genitori, padrini e madrine non verrà più chiesto di «sottomettersi a Cristo come Dio» perché «l’idea di sottomissione» oggi è «problematica», soprattutto per le donne.

SEMBRA LA «FATINA BUONA». Dure critiche sono arrivate dal vescovo anglicano di Rochester Michael Nazir-Ali, secondo cui si sta cercando di «ridurre il cristianesimo a citazioni facilmente digeribili». Un altro importante membro del Sinodo Generale, che ha preferito rimanere anonimo, ha affermato al Daily Mail: «Questa sembra più una benedizione da parte della Fatina buona che un rito della Chiesa. Il problema è che gran parte della Chiesa anglicana non crede più nell’inferno, nel peccato e nel pentimento. Pensano che sia sufficiente unire le mani e sorridere per andare in Paradiso. Ma questo non è quello che pensava Gesù».

BATTESIMO BANALIZZATO. «Se si esclude il peccato originale e il pentimento, non resta quasi niente – continua – La nuova formula distrugge il significato del Battesimo e colpisce al cuore l’intera idea della necessità del Battesimo». Nazir-Ali aggiunge: «La Chiesa banalizza i suoi stessi insegnamenti, tanto è ansiosa di far sentire tutti a casa e di non offendere nessuno». Così il vero senso del Battesimo, insiste il vescovo, «è stato rimpiazzato da un “benvenuto” che non ha nessun fondamento nelle promesse che Dio ha fatto o nella fede dei genitori e della Chiesa».

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