Germania, 70 anni dopo la fine del nazismo il Bundestag propone di legalizzare l’eutanasia

Per Hannah Arendt, l’eutanasia fu praticata originariamente dai nazisti per fare le prove generali dei campi di sterminio. Oggi, come allora, se ne torna a parlare nel nome della «compassione»

Ieri il Bundestag ha cominciato a discutere la legalizzazione dell’eutanasia. Il dibattito in Germania è ancora a livello embrionale e nessun testo sarà approvato prima del 2015. Ma un gruppo trasversale di politici ha lanciato il tema e difficilmente il paese tornerà indietro. La tesi è semplice: se la legge che tutela la vita umana «causa sofferenza», quella stessa legge «viola la dignità dell’uomo».

AUTODETERMINAZIONE. Esponenti dei principali partiti tedeschi hanno affermato che «un essere umano che soffre di un dolore acuto dovrebbe essere in grado di decidere quando quel dolore è insopportabile». Da qui la proposta di legalizzare il suicidio assistito, cercando un modo di non minare il rapporto di fiducia tra medico e paziente.

PALETTI. Questa prima proposta prevede dei paletti, non tutti potranno richiedere di morire. Il paziente dovrà essere adulto, in grado di decidere della sua vita, affetto da malattia terminale che gli causi dolori insopportabili, anche se sottoposto a cure palliative. Il medico che autorizzerà il suicidio e che fornirà le medicine dovrà essere affiancato da un secondo medico e solo il paziente potrà assumere autonomamente il farmaco letale. Patologie mentali e depressione non saranno sufficienti a giustificare l’eutanasia.

COME BELGIO E OLANDA. Tutti questi vincoli alla legge sono ben noti: sono gli stessi che limitavano le normative sull’eutanasia in Belgio e Olanda, dove ora sono del tutto disattese, perché l’eutanasia è accessibile anche ai minori, ai malati mentali, ai depressi, ai malati non terminali e perfino ai detenuti.
Alla proposta si è opposta fermamente il ministro della Salute della Bavaria, Melanie Huml: «Respingo con fermezza questi regolamenti, che porteranno i dottori ad aiutare i malati a suicidarsi».

CORTE FEDERALE. A spingere verso la “buona morte” è anche la Corte federale di giustizia tedesca, che con una sentenza senza precedenti ha autorizzato i familiari a decidere della vita e della morte dei pazienti in coma, anche quando questi non abbiano lasciato istruzioni in materia.

NAZISMO. L’eutanasia è un tema molto sensibile in qualunque paese, ma soprattutto in Germania. Come scriveva Hannah Arendt, l’eutanasia fu praticata originariamente dai nazisti per fare le prove generali dei campi di sterminio. Una delle prime persone ad essere uccise, nel 1939, fu un bambino con gravi handicap e fu fatto «per compassione». Alla fine della Seconda guerra mondiale, la sua sorte fu condivisa da altri cinquemila bambini malati. A 70 anni esatti dalla caduta del nazismo, in Germania si torna a parlare di «compassione».