Formigoni: Il programma di Monti è economico. Poi la parola torni agli elettori

Anticipiamo alcuni stralci dell’intervista che apparirà sul numero 46 di Tempi in edicola da domani. Per il governatore lombardo «sarà necessario fare una riforma elettorale prima di andare alle prossime elezioni». «No a patrimoniale pesante, sì a un aggiustamento delle pensioni». «Siamo bipolaristi, ma vogliamo le preferenze». Io candidato Pdl? «Vedremo. C’è una mia disponibilità»

In un’intervista a Tempi (guarda la videointervista), in edicola da domani 17 novembre, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dice: «Il programma del governo Monti è un totus oeconomicus. Non può e non deve contenere riforme istituzionali che sono compito della politica. Né, tantomeno, può mettere mano a una riforma elettorale che è compito del confronto parlamentare. Sarà necessario fare una riforma elettorale prima di andare alle prossime elezioni. Ma questa riforma dovrà deciderla il parlamento o i cittadini se il referendum sarà ammesso». 

Il presidente lombardo, che ricorda che il governo Monti è stato possibile grazie «a un gesto di generosità di Silvio Berlusconi» e «al voto all’unanimità del Pdl», insiste sul fatto che «noi ci attendiamo che il programma di Monti sia in linea con gli impegni che il precedente governo aveva assunto con l’Unione Europea, in particolare con i 39 punti concordati al vertice di Cannes».

Sulla durata di questo impegno, Formigoni evita di «addentrarsi in ipotesi che sarebbero del tutto fantasiose in questo momento. Una volta svolti i contenuti concordati la parola tornerà agli elettori».

«Per noi – dice Formigoni – è irrinunciabile il bipolarismo, irrinunciabile lasciare agli elettori la scelta del premier, della coalizione e del programma. Va introdotto un quarto elemento fondamentale: i cittadini devono avere la possibilità di scegliere il proprio deputato e il proprio senatore». 

Quali le riforme più urgenti? «Spetta al premier incaricato presentarci il proprio programma su pensioni, tassazioni straordinarie e su altri punti delicati. È chiaro che noi non potremmo che essere contrari a una patrimoniale pesante. Mentre un aggiustamento del nostro sistema pensionistico per adeguare l’Italia agli altri paesi europei e all’aumento dell’aspettativa di vita, a certe condizioni è accettabile».

Sul Pdl Formigoni ribadisce il suo intento di spingere a favore di «congressi provinciali e cittadini  prima di Natale» e della «modifica dello statuto e l’elezione diretta dei segretari regionali. E poi dovremo certamente acconciarci a una scadenza elettorale nazionale che non sarà comunque troppo lontana. L’intento è quello di fare del Pdl l’elemento unificatore di tutti i moderati».

Formigoni parteciperà alle primarie? «Vedremo. C’è una mia disponibilità, ma non c’è affatto una mia decisione».