Cosa vuol dire che è «inaccettabile» opporsi al regime politically correct?

«Inaccettabile» è chiunque si opponga all’utopia in cui l’indifferenza sessuale viene presentata come il più puro archetipo dell’amore

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Se volete sapere cosa c’è nel catalogo di Ivan Scalfarotto, militante Lgbt e sottosegretario Pd nel governo Renzi, che dichiara «inaccettabile» la piazza delle famiglie, prendete fiato e correte a leggere l’intervista della nostra Benedetta Frigerio a Geoffrey Alderman su tempi.it. Ebreo britannico e professore di storia alla University of London al Touro College di New York, ci ha fatto un elenco impressionante di persone perseguitate, arrestate, licenziate, messe all’indice in Gran Bretagna, grazie alle leggi conseguenti al riconoscimento del “same-sex marriage”.

Infatti, cosa c’è nel “mondo nuovo” dei “diritti” e delle leggi secondo l’agenda gay? Per esperienza – nei fatti, solo fatti – evidenziati dallo stesso Alderman, c’è solo prepotenza ideologica e Stato di polizia. Come governano? «Con la paura: per silenziare i dibattiti basta accusare gli altri di omofobia. È l’imposizione del “politically correct”. Il fascismo serve a controllare le persone». Vi è più chiaro adesso a cosa servono piazze come quelle viste a Roma sabato 20 giugno?

«Inaccettabile» è dunque chiunque si opponga al fascismo del politicamente corretto. Ma perché l’Italia non si è ancora adeguata alla linea Usa e Ue in materia? È un grave imbarazzo per il complesso di posizioni dominanti in Occidente che Roma non sia ancora capitolata davanti al rimpiazzo della ragione con l’eccitazione emotiva e allo svalvolamento dell’educazione del popolo per lasciar posto all’istruzione di una folla solitaria di Peter Pan che hanno imposto leggi e impregnato il marketing delle aziende multinazionali.

Marxismo e fascismo si sono presi per mano trascolorando le loro bandiere nei vessilli arcobaleno di una utopia non meno mortifera delle “idee assassine” del secolo scorso. Utopia in cui l’indifferenza sessuale viene presentata come il più puro archetipo dell’amore e perciò come “diritto dell’amore ad avere figli”. Sventrare nella testa dei bambini e della società non il dato “tradizionale” e lo “stereotipo”, ma il fatto evidente e reale che “famiglia” è un uomo e una donna e che solo da un uomo e una donna scaturisce l’avvenimento della natalità, è il supremo tentativo del potere di strappare l’umano al mistero e il mistero dalla vita umana. È seminare vento per raccogliere tempesta. Menzogna che genera violenza.

Nessuno però potrà dire che siamo stati in silenzio. E che non ci sia stato in Italia un popolo che aveva capito tutto. Ma dove sono i sapienti? Dove i giornalisti, gli intellettuali, la gente perbene e famosa, di cultura e di giustizia, di intrattenimento tv e di politica, cinica omologazione, per “sondaggio” e per paura? Dove sono tutti costoro quando il nuovo fascismo comunica per bocca di un sottosegretario di governo – e del governo presieduto da un cattolico, un boy scout, un gentile e simpatico gran comunicatore – che «è inaccettabile» che il popolo scenda in piazza per dire democraticamente e pacificamente la verità, nient’altro che la verità?

Foto Ansa