Cl e il “patto segreto” con Kissinger. L’Espresso non racconta tutta la storia. Eccola

L’Espresso pubblica i dispacci di Wikileaks che ricostruirebbe un incontro tra don Giussani e il console Usa. Una notizia (di 40 anni fa) fuori contesto

Stando alle ultimissime di 40 anni fa intercettate da Wikileaks “in esclusiva per L’Espresso”, il 19 dicembre 1975 don Luigi Giussani, padre fondatore di Comunione e Liberazione, incontra un console americano in Italia. Non chiede appoggi per il movimento ecclesiale, «che non ha bisogno di un sostegno» dice Giussani, ma, riferisce il dispaccio segreto che oggi è sulla prima pagina di Repubblica, «piuttosto aiutando il Movimento Popolare», i media di conserva e la casa editrice Jaca Book.

In effetti il Movimento Popolare nasce ufficialmente il 21 dicembre del 1975. Due giorni dopo quell’incontro. Con i soldi del console americano? Niente di più immaginifico. Purtroppo. Perché se la Dc riceveva allora benemeriti finanziamenti dai democratici e alleati Stati Uniti per contrastare comunisti e terroristi, mentre il Pci si faceva finanziare dalla liberticida Unione Sovietica (e aveva settori del partito che avevano rapporti ambigui con estremisti e fiancheggiatori del terrorismo), non esiste, ad oggi, un solo riscontro di finanziamenti americani a Cl.

Quanto ai media di conserva e Jaca Book. Il primo giornale in cui Movimento popolare ha una sua implicazione è il settimanale Il Sabato. Nasce nel 1978 e con qualche beneficenza anche di Silvio Berlusconi, tycoon allo stato nascente. Ma a guidare l’operazione editoriale non furono i ciellini. Bensì il mitico giornalista Rai (quota Dc) Vittorio Citterich. E, soprattutto, il famoso gesuita Bartolomeo Sorge, che con Il Sabato del 1978 si pose come obbiettivo la costruzione di una piattaforma per “la ricomposzione del mondo cattolico”. Chiedere dunque a Sorge e ai suoi figliocci del “laboratorio politico di Palermo” e della “cultura del sospetto” (Orlando, Di Pietro, Ingroia) se gli “amerikani” furono della partita.

Quanto a Jaca Book: basti dire che il suo patron e fondatore (Sante Bagnoli) è intimo di lunga data di Fidel Castro, è l’unico editore che abbia osato pubblicare in Europa le Tesi del partito Baath (a cura di Assad senior e Saddam Hussein) e i testi dei maggiori movimenti guerriglieri di tutto il mondo. Jaca Book è inoltre la sola editrice internazionale che ha attenuto la traduzione in arabo e la pubblicazione nei paesi musulmani di una Bibbia e storia della Chiesa per bambini. E Sante Bagnoli è anche stato il primo intellettuale occidentale ammesso in Corea del Nord e il solo editore al mondo che abbia pubblicato l’Opera omnia del “caro” ed “eterno” presidente Kim Il Sung (cfr. anche Andare a scuola in Corea, Jaca Book, 1974).

Si aggiunga, in sintesi e in margine allo scoop di Repubblica: ma se, come dicono le carte Wikileaks, il console americano agiva per conto dell’amministrazione del segretario di Stato Kissinger, forse era sfuggito, sia al console sia all’amministrazione, che giusto durante la visita di Kissinger in Italia, 5 novembre 1974, Comunione e Liberazione aveva diffuso un volantino che recava questo titolo: «Contro Kissinger, contro l’imperialismo”.

Dunque, questi leaks che arrivano in un sacco di carte raccolte in un vecchio scantinato sono un’operazione fuori contesto. Non si sa da quale manina, servizio, ente spionistico provengano. Ma si capisce che servono una buona causa di disinformazione.

Colpisce inoltre, il titolo dell’articolo di Repubblica, secondo il quale, «Usa e don Giussani» avrebbero siglato «un patto segreto per fermare l’avanzata del Pci in Italia». Addirittura. Chi scrive questo articolo allora aveva 17 anni e militava già in Cl. Certo, noi ciellini eravamo gli unici cattolici presenti in scuole e università. Ma si trattava di una infima minoranza di “non conformisti”. Che per difendere i pochi spazi di democrazia rimasti in Italia le prendevano di santa ragione a destra e a manca (vedi la cronaca delle centinaia di attentati subiti da Cl negli anni 1976-‘77). Quale “patto” avremmo potuto firmare e quale “avanzata” potevamo fermare, noi, minoranza di una minoranza, in un tempo in cui le sinistre erano padrone incontrastate in ogni ambito, dalla scuola all’università, dalla cultura ai giornali, dalle fabbriche ai tribunali? Il clima dell’Italia del 1975 è ben sintetizzato dai risultati alle elezioni amministrative di quell’anno. Anno in cui cui le sinistre (Pci-Psi-Pdup) superano i moderati (Dc-Pri-Pli-Psdi) e il Pci diventa il primo partito a Roma, Milano, Torino, Firenze, Venezia, Napoli, Perugia, Bologna, Genova, Ancona, Cagliari.

Un’egemonia che si accompagna all’esplosione del terrorismo. E alla leadership, fra le tante formazioni armate, delle Brigate Rosse. «Eravamo cresciuti nel cortile di mamma Pci» dichiarerà Oreste Scalzone (tra i fondatori e leader prima di Potere Operaio e poi di Autonomia Operaia). Guarda caso, tra le miriadi di giornali e “organi” di “questo cortile” fanno parte (e, mutatis mutandi, fa parte) il settimanale L’Espresso e il quotidiano La Repubblica. A proposito, non è che per caso wikileaks abbia da qualche parte informazioni sui finanziatori dell’Espresso e Repubblica in quegli anni? Sarebbe bello che anche l’Editoriale L’Espresso-Repubblica conoscesse un giorno la sua glasnost. Dopo tutto, crollato il muro e democratizzato tutto l’est europeo post-sovietico, solo in Italia, sede del più grande ex partito comunista dell’Occidente, sono riusciti a non rivelare quasi nulla dei trascorsi poco manipulitisti del Pci, dei suoi organi cooperativistici e intellettuali. Solo qui, ancora negli anni Novanta, sono riusciti insabbiare le carte dell’archivio Mitrokhin sulle spie italiane (giornalisti compresi) al servizio dell’Urss.

Tanto per fare un esempio sul passato a cui magari un wikileaks kissingeriano potrebbe portare utili delucidazioni. Prendiamo il caso Moro. La mattina del 16 marzo 1978, il segretario della Democrazia cristiana Aldo Moro viene sequestrato e la sua scorta assassinata. Com’è che quella stessa mattina la prima edizione di Repubblica (quella che poi verrà ritirata dalle edicole e sostituita con la notizia del rapimento) riporta in prima pagina il titolo secondo cui “Antilope Cobbler è Moro”? “Antilope Cobbler” era il nome in codice dell’uomo politico che l’industria aeronautica americana Lockheed avrebbe corrotto per ottenere dal governo italiano una commessa di aerei da trasporto militare Hercules. Anni dopo la notizia viene smentita e attribuita a un’operazione di disinformazione fabbricata col taccuino di un assistente dell’allora segretario di Stato americano Henry Kissinger.

Ps. Altro elemento di ricerca per wikileaks: come si spiega il fatto che Repubblica e L’Espresso furono giornali che in pieno boom terroristico riuscirono a ottenere contatti con i gruppi armati e a ospitare sulle loro colonne articoli come quello (ospitato dall’Espresso) in cui Franco Piperno, leader di gruppuscoli fiancheggiatori la lotta armata, esaltò “la geometrica potenza delle Br”?