Il Grande fratello cinese ha occhi e orecchie sempre più grandi

Da domenica chiunque voglia comprare una sim card per il telefonino in Cina dovrà sottoporsi al riconoscimento facciale. Pechino applica sempre di più la tecnologia alla repressione

5g riconoscimento facciale cina

Da domenica chiunque voglia comprare una sim card per il telefonino in Cina dovrà sottoporsi al riconoscimento facciale. Secondo il governo la nuova regola, che si aggiunge all’obbligo di registrazione con la propria carta d’identità, frenerà il commercio sottobanco di sim card e i furti di identità. Ma in tanti, spiega il Guardian, guardano con crescente preoccupazione alla rapida espansione del Grande fratello cinese.

1,3 MILIARDI DI CINESI CONTROLLATI 24H

Le telecamere sono ormai dovunque in Cina e sono in grado di riprendere tutto ciò che avviene per le strade e nei principali luoghi pubblici del paese. In alcune città, come Pechino, la “Rete del cielo” copre il 100 per cento del suolo pubblico, che viene così osservato «24 ore su 24». La maggior parte delle telecamere è dotata di riconoscimento facciale e in pochi istanti gli addetti alla sicurezza possono sapere vita, morte e miracoli di chi passeggia per strada senza neanche il bisogno di un click.

Una pubblicità diffusa quest’anno dall’operatore China Mobile ha mostrato come il regime comunista intende applicare il 5G alla tecnologia del riconoscimento facciale: nello spot si vede la polizia che grazie alle telecamere installate in tutto il paese riesce ad arrestare un criminale, riconosciuto dagli schermi passeggiare per strada, che tenta invano di scappare.

DAL XINJIANG AI LICEI

La tecnologia del riconoscimento facciale ha gli usi più disparati: nel Xinjiang serve a reprimere la popolazione uigura e ha già contribuito e facilitato l’arresto di oltre 1,5 milioni di musulmani, rinchiusi in campi di rieducazione attraverso il lavoro senza processo. Ad Hangzhou, la scuola secondaria numero 11 ha installato a marzo telecamere in tutte le classi in grado di monitorare l’espressione degli alunni «ogni 30 secondi» e riportare in tempo reale ai docenti il grado di attenzione di ciascuno durante le lezioni.

Il monitoraggio costante della popolazione confluisce poi nel Sistema di informazione sulla reputazione personale. Il dispositivo, sperimentato in una ventina di città e che entrerà in vigore in tutto il paese nel 2020, è in grado di controllare, valutare e di conseguenza sanzionare il comportamento di 1,3 miliardi di cinesi. L’anno scorso, secondo un rapporto ufficiale del governo, milioni di cinesi sono stati giudicati «inaffidabili» (anche solo per una sanzione per eccesso di velocità) e quindi puniti: il partito comunista ad esempio nel 2018 ha impedito a 17,46 milioni di cinesi di acquistare biglietti aerei e a 5,47 milioni di prendere il treno ad alta velocità. Inoltre 3,59 milioni di imprese non hanno potuto candidarsi per appalti pubblici o chiedere linee di credito alle banche.

LA COREA DEL NORD IMPARA

La Cina non è l’unico paese che utilizza la tecnologia per applicarla alla sorveglianza e alla repressione dei suoi cittadini. La Corea del Nord, ad esempio, ha appena presentato un nuovo analizzatore di spettro che, secondo gli esperti intervistati da Daily Nk, sarebbe in grado di registrare e intercettare tutte le telefonate fatte dai comuni cittadini in Nord Corea.