Cina. «Denunciate attività cristiane illegali: paghiamo in contanti»

Il partito comunista del Guangdong torna ai tempi della Rivoluzione Culturale e invita a denunciare i cristiani, novelli controrivoluzionari. Informazioni pagate da 12 a 1.160 euro

Nel 1970, quando la Cina era nel pieno della Rivoluzione Culturale, Zhang Hongbing, 16enne di Guzhen (Anhui), denunciò sua madre. Durante una discussione in famiglia la donna, Fang Zhongmou, aveva criticato il culto della personalità di Mao Zedong. Educato a informare le autorità, denunciando chiunque mettesse in discussione il Grande timoniere, Zhang pensava di fare la cosa giusta denunciando la madre come controrivoluzionaria. Quello stesso giorno Fang fu arrestata, due mesi dopo venne fucilata, nel 1970 invece una corte tornò a valutare il caso e la dichiarò innocente. Nel 2013 i media cinesi pubblicarono le amare parole di pentimento del figlio: «Sogno mia mamma ogni giorno, mi inginocchio davanti a lei, piango e chiedo perdono: ma lei non risponde mai. È questa la mia punizione».

«DENUNCIATE ATTIVITÀ RELIGIOSE ILLEGALI»

Il caso di Zhang e Fang è stato ricordato qualche anno fa dallo scrittore cinese Yu Hua in un articolo per il New York Times. Oggi nessuno rimpiange più i tempi della Rivoluzione Culturale, salvo per criticare l’ipermaterialismo della Cina odierna. Eppure il regime comunista non ha mai dimenticato l’esperimento fallito di Mao e proprio in questi giorni è tornata a incitare i cinesi alla delazione. Questa volta l’obiettivo non è scovare i controrivoluzionari, ma i cristiani.

Il dipartimento di Affari etnici e religiosi di Guangzhou, capitale del Guangdong, ha infatti annunciato che pagherà in contanti chiunque fornirà informazioni sulle attività religiose illegali. Il partito comunista vuole in particolare sapere tutto di riunioni di comunità sotterranee, finanziamenti illeciti provenienti dall’estero e viaggi all’estero proibiti da parte di laici e consacrati. Ed è disposto a pagare da un minimo di 87 yuan (12 euro) fino a un massimo di 8.700 yuan (1.160 euro).

LINEE TELEFONICHE DEDICATE ALLA DELAZIONE

Anche le autorità della provincia dell’Henan, dove la persecuzione dei cristiani è più marcata, hanno già incitato i cittadini a dare prova di patriottismo attraverso la delazione. In particolare, il partito comunista ha istituito linee telefoniche dedicate alle denunce, indirizzi email e cassette delle lettere dove inserire le informazioni.

Tra il 1966 e il 1976 il partito comunista ha spinto un popolo intero a ribellarsi contro se stesso, autodistruggendosi. Tre milioni di persone sono state uccise al grido di «ribellarsi è giusto». Oggi cristiani e religioni sono i nuovi nemici di classe e Xi Jinping sogna di diventare il nuovo Mao.

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