Caso Dieudonné. E se il problema non fosse la satira ma l’islam?
Tratto dal blog di Antonio Gurrado – E se il problema non fosse la satira? Si dà per scontato che il caso Dieudonné sia generalizzzabile e che quindi le questioni da porsi siano le seguenti: se un comico abbia diritto di deridere gli ebrei; se si abbia diritto di fare dell’umorismo sulle camere a gas; se lo Stato abbia diritto di impedire gli spettacoli di un comico; se impedirne gli spettacoli non possa risultare vantaggioso per il comico in termini di portata e diffusione delle sue battute.
Io sono invece abituato ad affrontare i casi concreti individuali perché la generalizzazione è la scappatoia del diavolo e la spersonalizzazione uccide l’uomo. Dieudonné è un comico musulmano; tracciamo quindi una storia essenziale dei rapporti fra Islam e satira. Nel 2005 dei musulmani erano scesi in piazza per protestare contro il diritto di satira perché un giornale francese aveva pubblicato alcune vignette danesi su Maometto; nel 2014 dei musulmani scendono in piazza per protestare a favore del diritto di satira perché lo Stato francese intende impedire a un ammiccante comico musulmano di inneggiare all’olocausto.
Non è che il problema è l’Islam? Dire che la questione verte sul diritto di satira è come concentrarsi sul dito che indica la mezzaluna.
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4 commenti
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Dieudonne non è musulmano. Indaga bene caro giornalista !
Infatti Dieudonne si dichiara non credente. E’ dura a morire l’ideologia da “conflitto di civiltà”.
con queste diatribe gli ateisti e antireligiosi più volgari e supponenti ci vanno a nozze (solo civili, ovviamente). Ecco le religioni che creano solo problemi! E altri ragli simili triti e ritriti.
a quando l’app per Windows phone?
Cordiali saluti