Tav. Proiettile in busta al sindaco di Susa. «Questo è un attacco alla democrazia»

Porchietto-AmprimoE con questa siamo a cinque. È la quinta lettera di minacce che il sindaco di Susa, Gemma Amprimo (a destra nella foto), riceve per il solo fatto di essere favorevole alla Tav, la tratta dell’alta velocità Torino-Lione. Amprino è politicamente vicina al Nuovo Centrodetsra di Alfano, ma è apprezzata anche a sinistra (Sergio Chiamparino ha detto che «a Susa non avrei dubbi, voterei la lista che sostiene Gemma Amprino, o un’altra lista comunque Sì Tav»).
Alle minacce, purtroppo, ci ha fatto il callo, e ora invita a «uscire, sorridere, abbassare i toni, stare nella propria vita cercando di essere leggeri, come se nulla fosse successo».

«IL PROSSIMO NEL TUO CORPO». L’avvertimento di ieri è stato pesante. Le è stata recapitata una busta con un proiettile 44 Magnum. «Il prossimo non sarà in busta – si leggeva – se partiranno i lavori a Susa tu sei finita. Meglio che ritiri la candidatura. Il prossimo sarà all’interno del tuo corpo». Come racconta oggi la Stampa, quest’ultima missiva segnala un “salto” rispetto alle già preoccupanti precedenti minacce. «La prima era vaga: “Ascolta il consiglio, la vita può essere breve. Gli incidenti capitano“. La seconda parlava dei suoi figli: “Passeremo ai fatti. Sappiamo dove vivi, che auto usi e tutti i tuoi spostamenti. Non decidi per la valle. Se non ti dimetterai, allarghiamo le minacce alla tua famiglia”. La quarta era dettagliata: “Buongiorno sindaca Amprimo Gemma. Bella la tua Toyota, dovresti lavarla un po’, è molto sporca, vedendo l’interno. Sabato sarà un bella giornata con il botto… Cambia il tipo di tende, in casa si vede tutto».

ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA. Lei, da parte sua, continua a predicare calma e saggezza. Ringrazia per gli attestati di solidarietà e spiega che lo scopo delle minacce è «condizionarti la vita. Utilizzano la paura per modificare i tuoi comportamenti. Vogliono farti arrivare al punto di chiederti: “Ma chi me lo fa fare?”. Io credo che qui non siano in gioco le idee e neppure la Tav, credo che questo sia un attacco alla democrazia. Se passa il modello delle minacce, se finisci solo e isolato, allora questo stesso modello potrà essere replicato in qualsiasi altro contesto italiano».

BR E PRIMA LINEA. Lei, che pure in principio non aveva molto amato il progetto della tav che sentiva calato dall’alto e che l’aveva portata anche in strada a manifestare, ora dice che c’è in ballo qualcosa di più grande che un treno. «Qui abbiamo avuto le Brigate Rosse e Prima Linea. Purtroppo ho ben chiaro quale peso possano avere i cattivi maestri e i profeti di sventura. Questa valle viene da una storia dolorosissima. Ci sono voluti vent’anni per decidere sulla Tav, un tempo esagerato. Il risultato è che l’opera ormai è demonizzata. Il mantra del male assoluto ha messo radici. Qui a Susa c’è un solo tipo di bandiere, anche se ciò non corrisponde al vero. In molti vengono a dirmi che vorrebbero esprimersi a favore. In molti vedono la Tav come un’occasione di futuro. In molti sperano di poter trovare un lavoro grazie al cantiere».

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