Tav, presto il treno dell’opposizione grillina si schianterà con la realtà

L’ex commissario per la Torino-Lione demolisce su Tempi di luglio la narrazione del ministro Toninelli e il lavoro della sua Commissione

Con il licenziamento del professor Pierluigi Coppola, la commissione incaricata dal ministero delle Infrastrutture di stilare un’analisi costi-benefici dell’Alta velocità Torino-Lione si è liberata del suo pericoloso “dissidente”: l’ingegnere, docente a Tor Vergata e al Mit, è stato l’unico a non firmare il documento dei colleghi della commissione presieduta da Marco Ponti, l’unico a dissociarsi pubblicamente dal “metodo Ponti” («Si discosta molto delle linee guida adottate da tutti i Paesi dell’Unione europea sulle analisi costi benefici. E da quelle italiane che riguardano la valutazione degli investimenti pubblici») e, va da sé, l’unico ad essere stato esonerato, senza preavviso e a mezzo pec, da Danilo Toninelli, il ministro che considera la Tav «un buco inutile, chi se ne frega di andare a Lione». Nella mail certificata, si fa riferimento alla violazione di un comma di un decreto ministeriale che regola il comportamento dei consulenti nei rapporti con il pubblico, in particolare sul punto che non si devono rilasciare dichiarazioni offensive nei confronti dell’amministrazione e del ministro, né parlare a nome della stessa amministrazione in assenza di autorizzazione.

L’INUTILITÀ POLITICA DELLA COMMISSIONE

Al netto dello “stile Toninelli” e della strategia di una battaglia che da tecnica è già diventata politica («se l’unico atto del ministro Toninelli sulla Tav è licenziare l’unico professore a favore, non mi sembra che ci siamo proprio» ha commentato gelidamente il ministro Salvini) l’analisi costi-benefici della Commissione è stata e resta una buffonata. «Non è un semplice buco nella montagna come No Tav e pentastellati vorrebbero farci credere e forse tragicamente credono» ha spiegato Paolo Foietta, già commissario straordinario del governo italiano per la Torino-Lione e presidente dell’Osservatorio per l’asse ferroviario, in una lunga intervista che Tempi ospita sul mensile di luglio. In carica fino al 15 febbraio, quando il mandato non gli è stato rinnovato, Foietta ha demolito la narrazione negazionista del ministro e lo scritto tutt’altro che scientifico bensì «a tesi precostituita» della commissione, fornendo a Tempi i veri numeri, costi e benefici di un’opera necessaria dal punto di vista economico e ambientale («il risultato dell’asserita attenzione all’ambiente di Ponti e Toninelli: portare tutto il traffico su gomma e incrementare così le emissioni inquinanti»).

L’INUTILITÀ POLITICA DELLA COMMISSIONE

E soprattutto urgente, «entro luglio l’Unione Europea si attende l’arrivo della lettera con cui Italia e Francia chiedono la proroga dei fondi. Se la lettera non arriverà, possiamo serenamente dire che il ministro Toninelli si renderà protagonista di un danno erariale». Solo il Parlamento potrebbe decidere di tornare indietro, «ma purtroppo per i Cinquestelle, che addirittura hanno perso voti in Val di Susa alle ultime elezioni, non esiste una maggioranza che voglia andare in questo senso». Per Foietta è ora che i grillini «escano dalla fase adolescenziale e diventino politicamente adulti facendo i conti con la realtà. Tutte le forze politiche sono favorevoli all’opera, compresa la Lega». Non basterà loro «aver distrutto tutto il materiale dell’Osservatorio (che io comunque ho salvato) o aver dato tre giorni ai collaboratori dello stesso per lasciare il ministero. La storia ha la testa dura. Come inossidabili sono gli atti istituzionali compiuti». L’intervista integrale all’architetto Foietta, che gli abbonati a Tempi possono già leggere sulla rivista cartacea o sfogliare in formato digitale nell’area riservata del sito, sarà online nei prossimi giorni.

Foto Ansa