Non sono umile come i Magi, ma non voglio stare dalla parte di Erode

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Pubblichiamo la rubrica di Pippo Corigliano contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Si è concluso il periodo natalizio e resta in me l’impressione di non averne approfondito abbastanza il significato. Resta sempre la distanza fra il mio modo di pensare e il modo di Dio.

Per me sono importanti le cose grandi, il cosmo, i grandi eventi, i successi miei e degli altri, invece Dio tenta di farmi capire che per lui i pianeti, le stelle, la natura sono come sabbia e scenario del presepe. Quello che conta per lui è l’intimo del cuore e l’amore che vi è nascosto. Perciò sceglie il posto più periferico che esista per nascere in umili condizioni.

Ma in realtà c’è il fuoco dell’amore di Maria e la lealtà ardente di Giuseppe. C’è il richiamo degli umili (i pastori), e anche degli intelligenti sensibili che sanno riconoscere i Suoi segni: i Re Magi. Gli intelligenti che non sono sensibili restano accanto ad Erode e sono complici delle sue malefatte.

Io non sono né umile né sensibile come i Magi, ma non voglio stare dalla parte di Erode. Devo camminare, e camminare come i Re Magi: fare il lungo percorso dell’adeguarmi alla mentalità di Dio. Ciò che conta sono gli affetti familiari, l’amicizia, la ricerca di Dio: queste sono per Dio le cose importanti.

Quando imparerò a lasciar fare alla Provvidenza, ad essere affettuoso e comprensivo, a cercare il bene degli altri? Eppure la mia felicità sta lì. Essere santi è un guadagno mentre io cerco di guadagnare le cose vuote e vane. Io e gli altri dobbiamo capire che Dio non è un padrone né solo una morale: è fuoco d’amore, è la felicità.

Foto Natività da Shutterstock

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