Medico dj Fabo: «Radicali cassa di risonanza ideologica»

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Angelo Mainini, fisiatra, direttore sanitario della fondazione laica di diritto privato “Maddalena Grassi”, è il medico che ha scritto il piano di riabilitazione di Fabiano Antoniani, che ieri è morto in Svizzera con il suicidio assistito. Intervistato da Avvenire, spiega che «eravamo a casa sua cinque giorni a settimana. Lui collaborava con molta volontà, aveva una gran voglia di farcela. Poi è successo qualcosa».

Mainini accompagna la vita e la morte di centinaia di persone come dj Fabo e in un passaggio dell’intervista afferma:

«In decenni a contatto diretto con pazienti come Fabo vediamo che il problema è avere o non avere qualcosa per cui valga la pena vivere. Penso a tante persone come lui, anche più sofferenti, che a un certo punto trovano la spinta per voler proseguire sulla strada della vita, e in questo non ci sono regole o automatismi, sarebbe troppo facile: non dipende dalla gravità della malattia, non è nemmeno una questione di fede, il contesto familiare incide (se si sentono amati o non amati), ma poi ogni storia è a sé. Ecco perché fare una legge su situazioni così mutevoli significherebbe voler dare confini netti e cose che non possono averli»

In un contesto di fragilità, continua, le azioni dei radicali, che «si appropriano mediaticamente di queste storie umane “per farne cassa di risonanza ideologica”, vanno a innestarsi in “equilibri che noi sappiamo essere delicatissimi. Ci vuole un solo istante per passare dalla speranza alla disperazione, dalla voglia di vivere a quella di morire”».

Una legge sul testamento biologico, come quella che i radicali vorrebbero introdurre, non solo non porta benefici a questi malati ma può essere addirittura dannosa:

«All’inizio molti pensano di voler morire, ma con il tempo il giudizio nel 99% dei casi muta, strada facendo cambiano le priorità e, con il giusto accompagnamento, riescono ad apprezzare ciò che quella loro nuova vita può offrire. Se attorno hanno persone che amano e scadenze attese con gioia, come la nascita di un nipotino o la laurea di un figlio, anche solo riuscire a fare quel sorriso o muovere la testa li appaga pienamente».

Foto Ansa

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