La vera chicca del «libro verità» di Ignazio Marino

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Oggi sui giornali sono uscite le prime recensioni/anticipazioni di Un marziano a Roma, il libro con cui l’ex sindaco della capitale Ignazio Marino «si toglie diversi sassolini dalle scarpe» (come dice il Corriere della Sera), soprattutto nei confronti di Matteo Renzi e del Pd che a un certo punto, dopo i tanti pasticci da lui combinati, lo hanno scaricato e facendo dimettere i consiglieri dem hanno messo fine al suo mandato.

IL GOLPE DEMOCRATICO. A giudicare dai titoli scelti dai principali quotidiani, giustamente, le notizie più succulente di questo «libro verità» (per usare un’altra espressione del Corriere) riguardano appunto il rapporto confuso e conflittuale di Marino con i renziani. Repubblica, per esempio, titola sull’episodio in cui “il Pd mi chiese di sparire a Filadelfia”, e nel sommario descrive il diario dell’ex sindaco come “un atto di accusa conto Renzi, ritenuto il mandante di un golpe”. In effetti si tratta di sassolini belli grossi che meritano molte sottolineature, ma dagli articoli spunta almeno un’altra notizia contenuta nel libro di Marino che avrebbe meritato altrettanta visibilità.

UDIENZA IN VATICANO. Sia il Corriere che Repubblica infatti menzionano il fatto che papa Francesco il primo febbraio 2016, diversi mesi dopo l’uscita umiliante di Marino dal Campidoglio, ha ricevuto in udienza privata l’ormai ex primo cittadino della capitale e che quell’incontro è stato «l’occasione per un chiarimento dopo le polemiche sulla visita pontificia a Filadelfia». Ricordate? Era settembre dell’anno scorso e Marino si era fatto trovare negli Stati Uniti proprio durante il viaggio di Bergoglio, facendo intendere di essere stato invitato laggiù proprio dal capo della Chiesa. Peccato che quest’ultimo, «infastidito» (come ricorda Repubblica), sull’aereo papale di ritorno a Roma aveva precisato: «Sia chiaro, Marino non l’ho invitato io».

L’INCONTRO. È stata l’ultima di una lunga serie di figuracce di Marino. Ma almeno quella, proprio grazie all’incontro del primo febbraio, è ora per “marziano a Roma” una ferita sanata, secondo i giornali. Racconta Repubblica:

«”Santo Padre, coloro che non mi volevano alla guida di Roma hanno voluto interpretare le sue parole come il segnale che potevano essere sciolti i cani contro di me”, è lo sfogo di Marino con Bergoglio. Il quale garantisce all’ex sindaco l’assenza di malanimo e lo congeda “ribadendo il suo affetto”».

L’ALTRO INCONTRO. È questa insomma la sintesi dell'”ultimo incontro con il Papa” di Marino, incontro che il Corriere sceglie di evidenziare anche nel titolo. Ma la notizia sfuggita ai titolisti dei principali quotidiani italiani riguarda un altro incontro fra Marino e Bergoglio. Ne parla solo Repubblica e lo fa, come detto, solo all’interno dell’articolo. Ecco qua:

«Meno affettuoso fu un precedente incontro, avvenuto un anno prima, nel quale il Papa espresse a Marino il suo dissenso sulla scelta di registrare in Campidoglio i matrimoni omosessuali celebrati all’estero: “Le sue parole furono molto severe, mi disse che era stato uno sbaglio”».

NOTIZIE. Ma un pontefice che redarguisce un politico per aver sdoganato i matrimoni gay in Italia non è questa gran notizia, si dirà. Vero, ma per la nostra grande stampa dovrebbe esserlo eccome. A maggior ragione nel caso in cui – come scrive proprio Repubblica – il politico in questione è un ex sindaco che è riuscito a racimolare un «consenso così precario» pur essendo stato portato sugli scudi per anni dalla stessa grande stampa, e nel cui bilancio di fine mandato a conti fatti «figurano più linee guida e indirizzi che svolte definitive». A parte ovviamente la “svolta” sul matrimonio same-sex.

Foto Ansa


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