Pizzarotti perde l’assessore chiave: stipendio troppo basso. Sono i costi dell’antipolitica

L’ANTIPOLITICA FA PERDERE I CAPELLI
«Soldi, come sempre. L’uscita di scena dell’assessore Gino Capelli, curatore fallimentare chiamato dalla giunta a 5 Stelle a salvare Parma dalla catastrofe, è una questione di soldi. (…) Forse soprattutto, soldi, quelli che il suo stipendio da assessore gli consentiva, 2.200 euro netti al mese, e quelli (milioni di euro) che rischiava di perdere, trascurando il suo lavoro da professionista. È così che uno dei pilastri della giunta parmense è crollato».
Alessandro Trocino, Corriere della Sera

IL RISO ABBONDA SULLA BOCCA DEI TRANQUILLI
«Dimissioni “concordate”, si è affrettato a dire Pizzarotti, facendo seguire il messaggio su Facebook con uno smile rassicurante. Eppure sono in pochi a stare tranquilli nella “Stalingrado d’Italia”, come la chiamava Beppe Grillo».
A. Trocino, Corriere della Sera

A CIASCUNO IL SUO CASALEGGIO
«Capelli non era un assessore qualunque: definito il “Richelieu parmense” e “il Tremonti locale”, era considerato da molti il “sindaco ombra”».
A. TrocinoCorriere della Sera

FANNO I GRILLINI CON GLI STIPENDI DEGLI ALTRI
«Era inconciliabile fare il salvatore della patria a Parma e continuare a lavorare da professionista. E che lavoro: Capelli ha uno studio privato da milioni di euro e si è occupato del dissesto Parmalat e del caso Guru. Perché lavorare per la gloria come assessore?».
A. TrocinoCorriere della Sera

IL NUOVO È UN AVANZO
«Il consigliere Pd Massimo Iotti attacca: “Si dimette l’unico competente, l’unico non grillino. Restano piccoli politici verso lo sbando. Lasciamoli lavorare? Così male?”».
A. TrocinoCorriere della Sera

LA DURA LEGGE DELLA CASTA
«Trovare ora un’alternativa non sarà facile. La politica è un lavoro duro, se fatto bene, e l’autoriduzione di stipendi propagandata e praticata dai 5 Stelle non incoraggia gli esterni a partecipare alla vita pubblica».
A. TrocinoCorriere della Sera

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