Era ora che qualcuno lo dicesse: Trump provocherà la fine del mondo

Era ovvio che a furia di rovinare cose, prima o poi Donald Trump avrebbe rovinato tutto. Ma proprio tutto. Solo, siamo stupefatti (e tuttavia felici) che quel momento sia arrivato così presto. Neanche un mese in carica e siamo già all’inizio della fine. Non di Trump, ma del mondo. Lo dice sobriamente in una intervista a Repubblica il celebre scrittore americano Alan Weisman. Autore di un libro di successo in cui racconta Il mondo senza di noi, Weisman fa il solito pistolotto sul pianeta sovrappopolato che esploderà quanto prima «se non facciamo qualcosa», e qualcosa che ci permetta di «diventare di meno». Ebbene, secondo Weisman qualcosa la sta facendo proprio Trump, ma ovviamente è qualcosa di sbagliato. Siamo ormai 7,5 miliardi di persone sulla Terra, dice lo scrittore. «È una pressione enorme che il pianeta non può reggere. Se verranno applicate le politiche di Donald Trump con il ritorno ai combustibili fossili, ai dieci miliardi non ci arriviamo. Il mondo finirà prima». L’affermazione è talmente autoevidente che l’intervistatore non richiede alcuna spiegazione. Bene così. Ma se possiamo fare un piccolo appunto a Repubblica, noi ci avremmo fatto anche il titolo.

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A proposito di autoevidenze: ce n’è una niente male anche sul Corriere della Sera di oggi. Pagina 52, articolo dedicato all’attrice Brie Larson, che per nostra fortuna «torna sugli schermi» con l’ennesima «rilettura cinematografica» della storia di King Kong. Scrive Stefania Ulivi: «Nei sei mesi di riprese di Kong: Skull Island tra Hawaii, Australia e Vietnam si è appassionata al potere della fotografia. “Credo profondamente nella capacità di comunicazione delle immagini e, soprattutto, nella forza della verità”. Ogni riferimento alle fake news della presidenza Trump non è affatto casuale». Verrebbe da chiedersi: ma perché? (Guarda caso, la classica fake question dell’America di Trump).

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