Bieche ragioni ideologiche per tifare Croazia in finale

Se Repubblica vede in Croazia-Francia una partita «che oppone due mondi», «nazionalisti vs melting pot» beh, allora no al razzismo: FORZA CROAZIA tutta la vita

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Il Correttore di bozze non è nemmeno un tifoso sfegatato. È proprio uno sciovinista incallito. Più che passione sportiva, la sua è cancrena ideologica. Perciò, visto che al Mondiale non gioca l’Italia, di per sé tenderebbe a gufare contro tutti. Altro che tifare per lo sport: se fosse per lui, tiferebbe infortunio. Mannaggia a tutti quanti.
Però poi, leggendo i giornali e rischiando di morire strozzato dai litri di retorica sulla finale Croazia-Francia come simbolo della partita internazionale muri contro ponti, società chiusa contro società aperta, passato contro progresso, beh, ha sentito come qualcosa di profondo muoversi nelle sue viscere. Qualcosa di veramente personale. Un rutto, ovvio. Ma non solo. Anche una specie di grido del cuore. FORZA CROAZIA. Letteralmente così, tutto maiuscolo e in neretto.
FORZA CROAZIA. Determinante, in questa presa di coscienza puramente pregiudiziale e reazionaria, è stato il potpourri di pistolate filofrancesi raccolto ieri da Leone Grotti, mannaggia pure a lui. Ma ancor più la pagina di pura poesia sfornata venerdì da Repubblica. Dico, ma l’avete vista? Titolo: “Nazionalisti o melting pot, la finale del calcio che oppone due mondi”.

Ma lo sapevate che «Croazia e Francia sono affacciate sullo stesso mare» (e vabbè, questa passi pure, ma forse i repubblicones avrebbero dovuto spiegarlo anche ai loro grafici), lo sapevate, dicevamo che «Croazia e Francia sono affacciate sullo stesso mare» e però fanno un «diverso uso politico dello sport»? Sì perché secondo Repubblica con il calcio «la Francia ha ricucito ferite e razzismi, mescolando figli e nipoti di immigrati per poter urlare e tweetare che in quel blu della maglia ci sono anche i cieli dell’Africa del Piccolo Principe», mentre invece indovinate un po’ che cosa ci fanno con il giuoco del pallone quei rigidoni dei croati? Esatto: per loro il calcio non è un melting pot dell’amore dove vince l’accoglienza del diverso, per altro noto talento di Macron esibito con maestria a Ventimiglia e in innumerevoli altre occasioni; no, i croati non schierano in campo «l’Africa del Piccolo Principe», per loro il calcio è «un orgoglio che dà fuoco ad altre tensioni, è legna che brucia altre ideologie poco liberali». Capito la finezza con cui gli diamo dei fascisti, a questi fascisti? E la prova che sono tali è che la loro nazionale è «bianca, bianchissima, autoctona, a chilometro zero, senza nemmeno un meticcio». Ripetiamolo per i bianchi ritardati come il Correttore di bozze: «I Perisic, i Mandzukic, i Modric sono tutti figli fatti a casa». E quindi? E quindi scansatevi che deve passare Macron.
Ma dico io. Ma dice il Correttore di bozze. È colpa dei croati se l’Africa del Piccolo Principe ha preferito invadere la Francia? Ma si può tifare una nazionale solo perché il suo paese di riferimento ha colonizzato mezza Africa e ora si ritrova la squadra piena di piccoli principi? Ma quanto sono razzisti a Repubblica? FORZA CROAZIA.
Si dice che il bravo cristiano dovrebbe voler bene a tutti, e non dovrebbe reagire colpo su colpo alle provocazioni del mondo, altrimenti sarà il mondo a dettare le regole della battaglia. Ma sapete che cosa risponde da pessimo fideista il Correttore di bozze? Tutto vero, ma FORZA CROAZIA.
Che poi la cosa peggiore della pagina di Repubblica non era nemmeno l’articolo. Era lo schemino che lo corredava ai lati. A sinistra la Croazia affacciata sul Mare Adriatico, a destra la Francia affacciata sullo stesso mare, ovvero il Mar Mediterraneo, che poi sarebbe il Tirreno. A sinistra la Croazia dove «gli immigrati sono lo 0,3 per cento», e il resto se li sono mangiati in spiaggia con la maionese, a destra la Francia dove «gli immigrati sono il 9,2%» e le caprette ti fanno ciao.
Ma il bello viene adesso. Sapete come ha pensato bene Repubblica di dimostrare che la Francia è infinitamente superiore alla Croazia e dunque merita di vincere la finale melting pot contro contadini fascisti? Ecco come:

Quanti premi Nobel per la letteratura hanno i croati? Zero. E i francesi? Quindici, modestamente, o meglio, modestemònt, o come cacchio si scrive. E gli Oscar? Croazia zero, Francia tredici. Ullalà, mon chéri, ma dove vogliono andare i croati, poveretti, senza Nobel e senza Oscar? Ve lo dice il Correttore di bozze dove vogliono andare: FORZA CROAZIA.
In quanto nullità umana, il Correttore di bozze non dovrebbe azzardarsi a dare consigli a nessuno. Però lui se fosse stato un repubblicones avrebbe magari provato a riempire quello schemino imbarazzante con paragoni un po’ meno ridicoli. Come dire: un po’ più di sinistra. Chessò, facciamo a gara sul reddito pro capite? Sui miliardi guadagnati da ciascun campione del melting pot? Sul numero di trofei vinti nel corrottissimo mondo del calcio?
Il fatto è che così poi si rischia di far risultare più simpatici i croati. Avete presente l’epopea del paese microscopico e poraccio che riscatta i dannati della terra battendo la corazzata degli imperialisti del G7? Dai, è robaccia di sinistra, mica ve la aspetterete da Repubblica. Proviamo allora coi paragoni multiculty. Vogliamo mettere chi vince tra Francia e Croazia in quanto a numero di piccoli principi che vivono ghettizzati nelle banlieue? O a quantità di guerre scatenate fuori dai propri confini? O magari a masse di miliziani volontari gentilmente offerti al glorioso esercito dell’Isis liberatore di Siria?

Il Correttore di bozze è uno schifoso razzista odiatore di nazionali altrui, ma questa idea straborghese che la Francia debba umiliare calcisticamente la Croazia perché ce l’ha più lungo (l’elenco dei Nobel), ecco, lo lascia davvero senza parole. A parte due: FORZA CROAZIA.
Oh, poi è chiaro, perfino quella capra del Correttore di bozze sa benissimo che la Francia è super favorita e la Croazia campione del mondo manco in Holly e Benji si è vista mai. Quindi cuore in pace. Però. Però FORZA CROAZIA. E pensate che bello se i croati lunedì tornassero davvero in patria da vincitori. Noi italiani, che davvero ci affacciamo sul loro stesso mare (il Mar dei Sargassi?), potremmo sfidarli a una bella amichevole come si deve: suprematisti bianchi contro chiuditori di porti. Chi vince si prende l’Istria.

Foto Mandzukic: Ansa

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