Berlusconi, Ferrara: buon discorso, ma certi errori non si fanno – RS

Il premier Silvio Berlusconi fa il suo dovere: va in Aula, senza l’opposizione, si scusa per l’incidente parlamentare e afferma che resta. Però non è asciutto, non spiazza l’avversario, fa sbadigliare Bossi con l’elenco delle riforme, non parla di Prodi, dell’euro, della speculazione, della spesa sanitaria impazzita e di quella previdenziale folle. L’analisi del direttore del Foglio

“Niente da ribattere. Quel che doveva fare Berlusconi l’ha fatto. Scusatemi per l’incidente parlamentare, lo dico come capo della maggioranza che ne è responsabile, ma ripareremo senza problemi. (…) Sto qui, optime, perché state facendo perdere tempo al paese invece di preparare una responsabile alternativa di governo, di progetto, di programma. Sto qui, perché l’unica alternativa sono elezioni che giustamente nessuno si augura oggi” (Foglio, p. I).

Dopo il discorso di ieri del premier Berlusconi alla Camera, che le opposizioni hanno deciso di non ascoltare uscendo dall’Aula, oggi verrà votata la fiducia. “Bravo, e in bocca al lupo per il voto di oggi (crepi il lupo). Ma al di là di una certa soddisfazione politica e simbolica, perché l’animale prodigioso che è in quell’uomo ha ancora il sangue nelle vene, stupisce l’inclinazione del Cav. a non capire alcune regole di stile decisive (…). La prima è l’asciuttezza. Brevitas è gravitas. Il tono fa la musica. L’intendenza si occupa del rendiconto, il capo ne accenna senza temere imposizioni. E’ solo così che spiazza la poco dignitosa e offensiva pochade aventiniana delle opposizioni. Non si fa l’elenco ennesimo delle riforme di struttura, mancava solo il ponte di Messina. Fa ridere. Fa sbadigliare, per lo meno Bossi” (Foglio, p. I).

“Non puoi non dire che è stata un’estate della menzogna, e che le tue manovre hanno fronteggiato la speculazione, ma ora arriva il bello: lo sviluppo, se necessario con la finanza straordinaria. Che il tuo ottimismo non è di maniera, perché sei tu a mettere sotto accusa quell’Europa burocratica che ogni volta che parla fa crollare le Borse (come ieri) e le quotazioni delle banche. Sei tu a dire che è una follia avere una moneta e non avere una banca che la sostenga, come fanno americani, inglesi e asiatici. Non puoi non citare Prodi, ex titolare della tua cattedra, che dice che l’euro è il pilastro dell’economia mondiale, e quindi la sua difesa è compito comune: cazzo, dopo diciassette anni di politica ancora non abbiamo capito che il compito di un discorso parlamentare, e Berlusconi ne ha fatti di eccellenti, è quello di spiazzare gli avversari. Eppoi: i problemi del paese sono due: la spesa sanitaria impazzita e patogena oltre che criminogena, e la spesa previdenziale per mandare in pensione la gente a 68 anni di media, grottesca. (…) Se sei un capo queste cose non le puoi cancellare, nemmeno dai tuoi discorsi., Specie quando i discorsi arrivano in un momento di manovrette democristiane, di maggioranze raccogliticce, di rancide dissociazioni e irresponsabilità che minacciano la tua autorità” (Foglio, p. I).