Belgio, rappresentanti religiosi: eutanasia infantile «un logica che distrugge le fondamenta della società»

Cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei e musulmani uniti contro la proposta di legge che lascia i bambini e i dementi «all’arbitrio di chi prende la decisione»

Articolo tratto dall’Osservatore Romano – «Anche noi siamo contro la sofferenza, sia fisica sia morale, in particolare dei bambini, poiché ogni sofferenza è scioccante. Ma proporre che dei minori possano decidere della propria eutanasia è un modo per distorcere la loro facoltà di giudizio e pertanto la loro libertà». È quanto scrivono, in un comunicato, i rappresentanti religiosi in Belgio riguardo la proposta di legge in discussione in Parlamento tesa a modificare, allargandola ai minori di 18 anni, la legge del 28 maggio 2002 che autorizza l’eutanasia. «Vogliamo ancora una volta far sentire la nostra voce in questo dibattito che concerne tutta la società, sia come cittadini basandoci su argomenti filosofici, sia come credenti eredi delle nostre rispettive tradizioni religiose. Ribadiamo – si afferma – la nostra opposizione a tale estensione ed esprimiamo viva inquietudine di fronte al rischio di crescente banalizzazione di una realtà così grave».

Proporre che delle persone dementi possano essere “eutanasizzate” è, secondo i responsabili religiosi, «una negazione della loro dignità e le lascia al giudizio, anzi all’arbitrio di coloro che prendono questa decisione. Quanto al corpo sanitario e al personale curante, si fa pressione su di essi affinché pratichino un atto cosiddetto medico». Invece di aiutare l’individuo sofferente radunando attorno a lui le persone e le forze che lo circondano, «si rischia proprio di dividere queste forze e quindi di isolare chi soffre, di colpevolizzarlo e di condannarlo a morte». Il consenso previsto dalla legge – si legge ancora nella nota – tende a diventare sempre più una realtà senza consistenza e la libertà di coscienza delle persone coinvolte rischia di non essere salvaguardata. L’eutanasia degli individui fragili, bambini o dementi, «è una contraddizione radicale della loro condizione di essere umani» e «noi non possiamo entrare in una logica che porta a distruggere le fondamenta della società».

Il comunicato è firmato dal pastore Steven Fuite, presidente della Chiesa protestante unita del Belgio, dal gran rabbino di Bruxelles, Albert Guigui, dal canonico Robert Innes, presidente del comitato centrale della Chiesa anglicana in Belgio, dall’arcivescovo di Malines-Bruxelles, André Léonard, presidente della Conferenza episcopale belga, da Geert Lorein, presidente del sinodo federale delle Chiese protestanti ed evangeliche del Belgio, dal metropolita ortodosso Panteleimon Kontogiannis, esarca del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, e da Semsettin Ugurlu, presidente dell’esecutivo dei musulmani del Belgio.

Sull’argomento è intervenuto nei giorni scorsi anche il presidente del movimento cattolico europeo Pro-Life Action League, Dries Goethals, secondo il quale la società moderna apprezza sempre meno la vita come un dono ed è da irresponsabili legalizzare la rinuncia volontaria alla vita: «La vita di una persona sofferente è forse meno preziosa? Questa è una mentalità non cristiana e inumana. Si tratta di un approccio edonista: la vita è bella quando godiamo, ma se non dà più piacere essa perde il suo valore», ha affermato.

La legge del 2002 autorizza l’eutanasia su pazienti maggiorenni coscienti, affetti da una malattia incurabile, che provano una sofferenza insopportabile, offrendo loro protezione e garantendo una morte «dolce e umana». Protezione giuridica è inoltre garantita al medico che pratica l’eutanasia. Parallelamente a questa normativa entrò in vigore anche un provvedimento riguardante le cure palliative di qualità. I relatori della proposta in discussione in Parlamento (appoggiata dal partito socialista al governo) ritengono che la legislazione attuale debba essere estesa ai minori di 18 anni – introducendo la nozione di “capacità di discernimento” – poiché «le malattie incurabili e il loro seguito di dolore possono verificarsi a tutte le età». I relatori propongono che sopra i 16 anni il ragazzo possa decidere autonomamente (cioè senza l’autorizzazione dei genitori).

Oltre al Belgio, in Europa l’eutanasia è ufficialmente autorizzata nei Paesi Bassi e in Lussemburgo, mentre in altre nazioni, come gli Stati Uniti d’America, le cosiddette “direttive anticipate” hanno valore legale a seconda degli Stati. Ma se il Parlamento di Bruxelles approvasse l’iniziativa, il Belgio diventerebbe il primo Paese al mondo dove gli adolescenti avrebbero specificamente il diritto di rinunciare volontariamente alla vita.